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COMUNE DI GORDONAProvincia di Sondrio |
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STEMMA DI
GORDONA - DESCRIZIONE Il decreto
del Presidente della Repubblica del 5 giugno 2001, ha concluso il lungo iter burocratico che ha
portato il Comune di Gordona ad adottare
lo stemma, il gonfalone e la bandiera comunali. La proposta di stemma
è costituita da tre elementi, che vogliono sintetizzare altrettanti aspetti
essenziali della storia della comunità di Gordona. Innanzitutto la torre di Segname, che sorge al confine sud-ovest del territorio
comunale. Considerata uno degli esemplari "più tipici
dell'intera regione Lombardia per quanto riguarda le torri alpine, essa è stata
datata al IX secolo, anche se non vi sono documenti che lo provino con
certezza. Tale collocazione cronologica si deve, più che alla tipologia
costruttiva, rimasta pressoché invariata per secoli fino al Quattrocento,
alla sua funzione di vedetta e di controllo a quell'altezza (652 metri sul
livello del mare), che ebbe un senso solo in periodo medievale. La torre di Segname o Signame, che tradisce anche
nel nome il suo significato di segnalazione, è citata la prima volta in un
documento del 1213 in una controversia tra il vescovo-conte di Como ed il
Comune di Chiavenna, ma certo esisteva da secoli, collegata ad una fitta rete
di torri di segnalazione che anche in Valchiavenna fu presente nel Medioevo.
Nei documenti è anche chiamata torre di Pamperduto. La sua resistenza al tempo ed agli avvenimenti è
dovuta sia al fatto di trovarsi lontano dall'abitato, sia alla conseguente
assenza di azioni militari nemiche. Così, quando nel 1639 il Capitolato di
Milano impose di rendere inservibili tutte le fortificazioni (torri e
castelli) esistenti in Valchiavenna, come in Valtellina, perché da allora in
poi nessuna fazione se ne potesse più servire, furono prese di mira solo le
difese più accessibili ed ancora in uso fino ad allora. Sfuggì quindi la
nostra torre, che fu sbrecciata sul lato nord alla base da qualche pastore
per potervisi ricoverare, non certo per motivi bellici. La torre, non diversamente
da molte altre che esistono nella zona alpina, ha pianta quadrilatera
irregolare, e poggia direttamente sulla roccia. L'ingresso, com'era
consuetudine in costruzioni del genere, avveniva da una certa altezza
mediante una scala che veniva calata
solo all'occorrenza. Nel nostro caso si accedeva verosimilmente dalla
sommità, essendo questo consentito dall'altezza non eccessiva della torre stessa. L’Amministrazione Comunale ha finanziato il
restauro conservativo della torre, seguendo il criterio filologico, che è
quello di consolidare l'esistente. Non si è però dimenticata una
valorizzazione turistico-culturale del manufatto e la possibilità di
accedervi dall'interno. La sbrecciatura della parete rivolta verso nord è
stata protetta da un'inferriata convessa, che vuole richiamare simbolicamente
l'emisfero terrestre avvolto da meridiani e paralleli, e quindi l'ampia
veduta sulla valle che da lassù si gode, oggi fortunatamente per scopi solo
paesaggistico-naturalistico-culturali. (vedi pubblicazione “La Torre di
Segname” a cura dell’Amministrazione Comunale, anno 2002). Il secondo elemento dello stemma è il mantello di S. Martino, motivato dal
fatto che la comunità di Gordona è sempre stata storicamente molto legata al
suo patrono. Gordona fu un centro rurale importante in valle, inserito -
durante la costituzione delle pievi certamente intorno all'anno Mille, ma
probabilmente molto prima - nella pieve di Samolaco o di San Fedele. Quanto alla dedicazione della chiesa a S. Martino
di Tours, che si è voluto simboleggiare nello stemma con il mantello, da lui
diviso in due per darne la metà ad un povero, essa è ben più antica della
prima citazione della chiesa di Gordona, risalente al 22 settembre 1319. Certamente essa aveva un rettore nel 1440, che
veniva eletto dalla comunità. Anche il campanile di quella che nel Seicento
diverrà chiesa collegiata, indipendente da Chiavenna, con un proprio
arciprete, è l'unico così antico ad avere una documentazione precisa,
affrescata su una parete dello stesso, oggi coperta dal tetto di una cappella
laterale. Essa testimonia che la torre fu
cominciata il 1° maggio 1494 e fu terminata il 19 giugno 1518, anche
se la fisionomia attuale risente della soprelevazione effettuata nella
seconda metà del Seicento. Il patrono San Martino compare in Valchiavenna ed
in altre zone alpine spesso in relazione a castelli o a luoghi
particolarmente importanti dal punto di vista difensivo. San Martino rappresenta la carità e la
condivisione, che furono ben presenti nella comunità di Gordona anche durante
i secoli dell'emigrazione, particolarmente dal XVI al XIX secolo, quando
dalle lontane città d'Italia, particolarmente da Napoli, ma anche da Roma e
da Palermo, gli emigranti, costituiti in associazione o "cassette"
o società, inviarono periodicamente offerte ai poveri del paese di origine, e
preziosi oggetti di argenteria e paramenti, che oggi fanno della collegiata
di San Martino di Gordona la Chiesa in assoluto più ricca di tutte quelle
della Valchiavenna per quanto riguarda il patrimonio storico-artistico donato
dagli emigranti per lavoro. Il mantello di San Martino su fondo oro si collega
all'agricoltura ed alla laboriosità rurale che ha sempre contraddistinto la
popolazione della comunità di Gordona. Il terzo elemento dello stemma è la mulattiera . La banda trasversale su fondo rosso
rappresenta la strada che collega il
nucleo abitato del paese con gli alpeggi della Val Bodengo e della Val
Pilotera, che costituiscono la parte montana del paese; fu costruita nei primi decenni del ‘900
proprio dai gordonesi. Essa
simboleggia le strade che i Gordonesi percorsero nel corso dei secoli:
quelle dell'emigrazione in Italia ed in Europa tra il XVI ed il XIX secolo,
ed oltreoceano a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Ma si vogliono
qui comprendere anche le altre vie che furono costruite e percorse dai
gordonesi, con iniziative meritevoli, per collegare le varie località sui
monti, superando anche notevoli ostacoli naturali, com'è evidente nel
tracciato che porta a Bodengo o in
Val Pilotera. Da Gordona transitava poi fin da epoca romana la
strada Francisca, continuazione in territorio valchiavennasco della via Regina
che partiva da Como. Tale strada, che collegava Como con Coira (Curia
Rhaetorum), percorreva in Valchiavenna il versante destro, passando da
Gordona, dopo aver valicato il torrente Boggia. I colori tradizionali della Valchiavenna, il rosso
ed il bianco, sono stati mantenuti per il gonfalone e la bandiera, sui quali
è raffigurato lo stemma circondato dagli ordinari elementi simbolici: la
corona argentea merlata da Comune con i serti di alloro e quercia; il
gonfalone come stabilito é stato scelto partito di rosso e bianco. Con l'adozione di stemma, gonfalone e bandiera,
Gordona possiede quei segni importanti che rappresenteranno in futuro la sua
identità; segni dal sapore antico, legati alle vicende della lunga storia
della comunità, che esprimono valori positivi sempre attuali. Queste insegne sono il risultato di un impegno
che, al di là del mero atto amministrativo, non sarebbe stato assunto e
portato a termine dall'Amministrazione comunale se, alle usuali
responsabilità di amministratori, non si fosse unita anche l'appassionata
attenzione alla storia ed alla cultura della propria comunità. DESCRIZIONE ARALDICA
DELLO STEMMA: BLASONATURA partito
semitroncato: il primo d'azzurro, alla torre quadrangolare d'argento, murata
di nero, priva di merli, munita del sopralzo rettangolare, dello stesso, con
apertura tonda a guisa di porta, di nero, protetta da cinque ferri ritondati
d'argento, posti a guisa di griglia, essa torre fondata sulla rupe d'argento,
fondata in punta ed uscente dai fianchi; il secondo d'oro, alla spada
d'argento, posta in banda, con la lama sostenente il mantello di San Martino
drappeggiato, di rosso; il terzo di rosso, alla banda diminuita d'argento.
Ornamenti esteriori da Comune. |