COMUNE    DI    GORDONA

Provincia  di  Sondrio

 

C.F.:  00115780140

Piazza S.Martino n. 1 - 23020 Gordona (SO)

Tel. 0343 42321 - U.T.  41773  -  Fax. 43321

 

www.comune.gordona.so.it

e-mail: acgordona@provincia.so.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROGETTO

REALIZZAZIONE STRADA SILVO – PASTORALE “VAL GARZELLI”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RELAZIONE

 

PREMESSA

 

Su incarico Consorzio Valle Bodengo ho predisposto la presente iporesi progettuale definitiva, che prevede la realizzazione di una strada di collegamento con i Monti di Garzelli, posti a quota 972 m s.l.m. sul versante nord–ovest della Valle di Bodengo.

La viabilità progettata assume finalità prevalentemente di carattere agro–silvo-pastorale.

 

DESCRIZIONE DELL’AREA D’INTERVENTO

 

Ubicazione area d’intervento

 

L’area interessata dal progetto è tutta localizzata nel comune amministrativo di Gordona e il relativa catasto fondiario.

Il tracciato stradale è previsto si sviluppi tra le quote altimetriche 918 m s.l.m. (secondo tornante della strada che porta a Bedolina) e 972 m s.l.m. (loc. Monti di Garzelli).

Per un primo tratto la strada seguirà l’attuale sentiero/mulattiera (antica via per la Val Bodengo) e quindi, poco prima della Val Capia, proseguirà con un nuovo tracciato, che andrà a lambire gli ex proti di proprietà privata per poi innestarsi con il sentiero che porta in Val Garzelli.

A quota 960 m s.l.m. è stato impostato un tornante che riporta la nuova viabilità sul sentiero che arriva ai Monti di Garzelli.

Il tracciato si sviluppa fino alla Val Capia su terreni di proprietà del Consorzio di Monti di Bedolina, per poi interessare la proprietà collettiva dei Monti di Garzelli.

 

Superfici catastali interessate

 

La strada andrà ad interessare i seguenti mappali (in progressione di tracciamento):

nn. 16, 1913 e 14 di proprietà Consorzio Monti di Bedolina

nn. 210, 36, 31, 231, 233, 232, 35 di proprietà Consorzio Monti di Garzelli.

 

Geo-morfologia e idrografia

 

Il versante presenta una pendenza media inizialmente del ca. 67% (pari a ca. 2/3) per poi stabilizzarsi su gran parte del tracciato sul 60%.

Il tracciato attraversa una valle (Val Capia) importante per grandi portate d’acqua stagionali, dovute a tempi di corrivazione molto ridotti nel bacino idrografico corrispondente.

Vi sono inoltre altri tre attraversamenti di vallette minori (valet dei prati, valle dei cascinelli) con presenza d’acqua più contenuta e con portate più regolari.

Si osservano inoltre, dal punto di vista idrografico, degli affioramenti d’acqua, specie nella parte mediana del tracciato (sezz. 4, 18, 19, 26, 32, 33).

La zona si contraddistingue per la presenza in gran parte di detriti grossolani di frana, ma in particolare si rilevano le seguenti formazioni geologiche:

-         Gneiss granitoldi biotitici e a due miche, della Serie Forcola-Berlinghera, risulta la formazione che caratterizza l’intera Val Bodengo;

nella zona d’intervento non si rilevano affioramenti di questa serie, poiché lo strato geologico intaccato dagli scavi è piuttosto caratterizzato da

-         coltri di copertura quaternaria di materiale di crollo, detriti di falda, di granolumetria variabile, a tratti a grossi massi. Nel tratto d’impostazione del tornante (inizio Val Garzelli) si osserva uno strato di materiale alluvionale, sabbioso-ghiaioso.

I terreni che derivano dalla disgregazione di questi sub-strati sono di natura sabbioso-ghiaisoi, con permeabilità garantita dalla presenza di un buon humus da anellini e quindi di discreta stabilità (angolo d’attrito sui 33-35°).

 

Colture in atto

 

Il bosco. Come appare dalla carta topografica con riportata la sintesi delle tipologie colturali in atto, si può notare come tutto il versante interessato dalla nuova viabilità è caratterizzato da dense formazioni di conifere (lariceti con faggio nelle parti basse, un tempo molto pascolati, e abetine più in lato, spesso miste a larice); tali formazioni di espandono con la medesima composizione, anche sul versante a monte della loc. Valscura, andando a definire la più ampia area di bosco ad alto fusto del comune di Gordona.

Nella parte basale, più direttamente interessata dalla nuova viabilità, si rilevano inoltre formazioni boscose di neo-formazione: acero-frassineti, con corteggio d’ontaneti e betulle che a tratti diventano dominanti, su ex prati-pascoli (terreni di proprietà collettiva di Monte di Garzelli), frassineti, con roveri e betulle, sulle superfici un tempo destinate a prati e seminativi di proprietà privata.

Nelle zone più alte ed impervie del versante sono localizzati invece gli incolti sterili con rocce affioranti.

Non vi sono segni incendi boschivi.

Le colture agrarie. Si tratta di limitate zone intercluse al bosco, con superfici un tempo fortemente pascolate ed attualmente sotto utilizzate con segni evidenti di lenta ma progressiva invasione di specie non tabulari (eriche, felci, mirtilli, ecc.). Certamente la mancanza di una comoda viabilità di acceso ha contribuito non poco a determinare questo stato di semi abbandono della tradizionale attività pastorale, che resta attiva solo nell’Alpe Garzelli.

Fabbricati rurali. Di pregio paesaggistico ambientale risultano i fabbricati rustici che si trovano nelle località interessate dalla nuova viabilità. Diverse baite sono state recentemente recuperate, ma per altre si rilevano degradi alle strutture murarie e alle coperture dovuti ai mancati interventi di manutenzione per la difficoltà di collegamento infrastrutturale.

 

OBIETTIVI PREFISSATI

 

Nella strategia del Consorzio Val Bodengo la realizzazione della strada in progetto è strategica per vari motivi.

La nuova viabilità appare infatti una prima ed essenziale tappa di rilancio di una politica d’interventi finalizzate alla gestione delle proprietà collettive e private dell’intero versante di sponda sinistra della valle Bodengo.

E’ infatti da circa cinquanta anni che non sono effettuati interventi selvicolturali di una certa importanza per una totale mancanza di viabilità forestale. Il contemporaneo progressivo, anche se meno meno evindente, abbandono della pastorizia ha determinato la trasformazione d’ampie aree aperte in formazioni boscose non gestite. Questo nuovo scenario contiene certamente delle valenze positive, tuttavia si possono anche riscontrare aspetti negativi come: la peculiarità ambientali e paesaggistiche, di prodotti e servizi particolari, di tradizioni e, non ultimo, il possibile aggravamento e non controllo di fenomeni naturali di dissesto idrogeologico.

Nasce quindi il bisogno di provare a governare il territorio, riproponendo forme d’attività che non possono di certo essere diverse da quelle da sempre praticate, come la selvicoltura e la pastorizia, ma che devono essere attuate con modelli della gestione che deve tener conto delle esigenze socio-economiche attuali, anche nel rispetto di una moderna concezione gli aspetti ecologici ed ambientali.

Essenziale quindi ipotizzare che operatori privati e pubblici possano poter entrare ed operare in questo contesto ambientale con adeguate infrastrutture.

Il presente progetto può quindi essere considerato l’attuazione di una prima fase di un programma d’interventi mirati a perseguire obiettivi.

Il tracciato infatti non è finalizzato al solo scopo di raggiungere i Monti di Garzelli, ma è stato valuto come base di partenza per ulteriori infrastrutture viarie che potranno andare a servire il versante sopra i Monti di Garzelli, verso l’alta Val Capia, la valle di Garzelle ed il suo alpeggio, per poi proseguire anche verso la Val Scura ed addentrarsi nel bosco che sta di fronte a Bodengo. Con questa prospettiva si potrebbe andare a servire ad esempio oltre 200 ettari di bosco d’alto fusto.

 

IMPATTO  AMBIENTALE

 

L’opera viaria in progetto rientra tra quelle di tipo forestale e quindi di minor impatto ambientale soprattutto se realizzata con criteri tecnici ormai ben conosciuti nell’arco alpino e codificati dalla stessa Direzione Agricoltura e Foreste della Regione Lombardia (vedi d.g.r. n. 7/14016 dell’8 agosto 2003).

Proprio per le caratteristiche geomorfologiche e vegetazionali del versante in cui essa andrà a collocarsi, si ritiene che la strada in progetto si possa considerare un’opera con effetto di medio-basso impatto ambientale, specialmente se l’opera eseguita potrà essere esaminata dopo due anni dalla sua realizzazione, allora quando gli interventi di mitigazione dei principali impatti avranno raggiunto il loro massimo risultato (vedi stabilizzazione scarpate e loro inerbimento).

Il tracciato progettuale è stato studiato per limitare al massimo i movimenti del terreno e per compensare direttamente in loco, in un ambito più ristretto possibile del cantiere, ogni necessità di compensazione tra volumi di scavo e quelli di riporto.

Le opere d’arte previste sono tutte eseguibili con tecniche assimilabili a quelle indicate per la bio ingegneria forestale (scogliere a secco con mossi ciclopici in recuperati sul posto), contribuendo in questo modo a modellare la nuova strada in maniera più armonica nel contesto ambientale che attraversa.

Si prevede di attraversare l’alveo della Val Capia, che presenta portate discontinue e a volte importanti, adottando  una tipologia d’opera assimilabile alla briglia rigida (massi e cemento armato+tubazioni in cemento), che permette il normale transito, salvo nei casi di piene rilevanti, pur garantendo un buon grado d’inserimento dell’opera nel medesimo ambito ambientale.

Anche gli altri tre attraversamenti di vallette, sicuramente con minor portata d’acqua rispetto alla Val Capia, saranno realizzati con dei tombotti, mediante l’impiego dei numerosi e grossi trovanti lapidei recuperati con gli scavi.

Intervento di taglio del bosco per preparare la fascia dentro di cui impostare il tracciato stradale sarà meno impattante del previsto, poiché spesso si è cercato di picchettare il nuovo tracciato ricalcando tratti di sentieri esistenti.

La strada in progetto, se realizzata, non avrà quindi forti ripercussioni sulla fauna autoctona (capriolo, lepre, volpe, scoiattolo, camoscio, cervo, ecc., oltre alla classica avifauna stanziale e di passo), anzi in alcuni casi (es. lepre e uccelli in genere) essi potranno trovare habitat più favorevoli nei boschi e prati pascoli rimessi in efficienza da una futura e più facilitata azione colturale dei prati pascoli.

 

PARAMETRI  TECNICI

 

I principali parametri tecnici avranno le seguenti particolarità:

 

DISLIVELLO

Quota s.l.m.

partenza

arrivo

918,50

971,90

2° tornante

strada per

Bedolina

Monti di

Garzelli

 

LUNGHEZZA

ml

 

1.212, 90

 

 LARGHEZZA                    sede stradale            ml  2.50

                                               banchina a valle      ml  0.50

 

PENDENZA LONGITUDINALE            media p=4,4 % - max p=11,0 %

 

INCLINAZIONE DELLE SCARPATE  (vedi allegato particolari)

Terreno ordinario                               a monte scavo 1/1                        a valle riporto 2/3

Terreno detrito grossolano                 a monte scavo 1/1                        a valle riporto 1/1

In roccia                                             a monte scavo 4/1                        a valle riporto 1/1

 

PIAZZOLE DI SCAMBIO             posizionate ogni 150-200 ca. ml una dall’altra.

Nei punti più comodi e strategici per visibilità e facilità di incroci tra automezzi ed anche per semplificare le operazioni di esbosco ed accatastamento del materiale legnoso.

 

TIPOLOGIA  DELLE  OPERE  DA  IMPIEGARE

 

Le principali opere da realizzare riguarderanno:

OPERE ATTRAVERSAMENTO VALLI: Selciatone su briglia rigida costituita in genere da doppia scogliera in massi recuperati in loco posti in opera fissati ad una struttura interna in cemento armato e n. 3 tubi in cemento diam. 120 cm.

Selciatoni su scogliera in massi recuperati in loco con tombotto in scogliera a monte e tubo in cemento diam. 120 cm.

OPERE PER REGIMAZIONE ACQUE COMPRESE QUELLE DI SCORRIMENTO: Cabalette realizzate con spezzoni di trave HEA 120 Fe430 di lunghezza minima di m 4,50, poste ad interasse medio, orientativo, di ca. ogni 30 ml in funzione del grado di pendenza longitudinale.

OPERE DI SOSTEGNO: Scogliere elastiche in massi di volume più di 0,30 mc recuperabili sul cantiere e/o provenienti da cave esterne ad esso.

CARATTERISTICHE DELLA CARREGGIATA: con fondo naturale formatale con materiale grossolano roccioso recuperato dagli scavi e successiva frantumazione di uno strato superficiale di cm 10-15, attuata con mezzo speciale (kypar) e successivamente costipamento e rullatura.

 

SITEMAZIONI ACCESSORIE:

Inerbimento. Sulle rampe a monte e a valle sarà adottato il sistema della semina a spaglio utilizzando un miscuglio con la seguente composizione minima:

Sementi kg/mq 0.04 concime chimico a cessione kg/mq 0.08

 

Il miscuglio di semi dovrà avere prima dell’impiego l’approvazione della D.L. e avrà di massima la seguente composizione:

 

 

SPECIE

da m500 a m800s.l.m.

Nome latino

Nome italiano

%

Achille millefolium

Millefolio

 

Agrostis alba

Agrostide

 

Agrostis tenuis

Agrostide tenue

 

Anthillis vulneraria

Vulneraria Comune

 

Arrhenantherum elatisu

Avena altissima

6

Avena sativa

Avena nera

4

Bromus inermis

Forasacco

4

Cynosurus cristatus

Coda di cane

 

Dactylis glomerata

Erba mazzolina

5

Festuca ovina

Festuca mediterr.

2

Festuca pratensis

Festuca dei prati

14

Festuca rubra

Festuca rossa

10

Lolium Perenne

Lolietto comune

9

Phleum pratensis

Fleolo

4

Poa pratensis

Poa dei prati

5

Poa trivialis

Poa comune

2

Antyllis vulneraria

Vulneraria comune

4

Honobrychis viceafolia

Lupinella

4

Lotus cornicolatus

Ginestrino

2

Medicago lupolina

Erba medica selvat.

5

 

CRONOGRAMMA

 

L’attuazione dell’opera potrà avvenire con il seguente cronogramma:

 

primavera 2005

  1. acquisizione autorizzazioni,

licenze e finanziamenti;

  1. progetto esecutivo

 

estate 2005

  1. affidamento lavori.
  2. inizio lavori.

 

autunno 2005

  1. esecuzione lavori.
  2. fine lavori.

 

autunno 2005

Collaudo, liquidazione, trasmissione

Trasmissione documentazione alla

Com. Montana

 

PIANO  SICUREZZA  LAVORI

 

L’esecuzione dei lavori può essere svolta da parte di una sola impresa e questo ha fatto ritenere non necessario applicare per il cantiere in oggetto la normativa prevista dal d.lgs. 494/94.

In sede d’esecuzione dei lavori l’impresa appaltatrice dovrà pertanto adeguarsi alle sole norme previste dal D.Lgs. 626.

 

QUADRO ECONOMICO FINANZIARIO

 

a)                  importo esecuzione delle lavorazioni

 

A misura

A corpo

In economia

TOTALE

79.294,86

9.885,86

 

89.180,72

 

b)        somme per attuazione dei piani di sicurezza

 

A misura

A corpo

In economia

TOTALE

1.618,29

200,99

 

1.819,28

SOMMANO

91.000,00

 

c)         somme a disposizione della stazione appaltante per:

 

c1) Lavori in economia, previsti in progetto, ed esclusi dall’appalto

 

c2) Rilievi, accertamenti ed indagini

2.275,00

c3) Allacciamenti a pubblici servizi

 

c4) Imprevisti

 

c5) Acquisizione aree o immobili

 

c6) Accantonamento di cui all’art. 26 c. 4 legge 109/1994

 

c7) Spese tecniche relative a: progettazione, alle necessarie attività preliminari di supporto, nonché al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, alle conferenze di servizi, alla direzione lavori ed al

 

coordinamento della sicurezza in fase d’esecuzione, assistenza giornaliera e contabilità, assicurazione dipendenti. Comprensivo contributo Cossa Previdenza e I.V.A. al 20%

 

 

11.375,00

 

 

 

c8) Quota 2% per compensi Responsabile del procedimento ai sensi legge 109/1994 e succ.modd.

 

c9) Eventuali spese per commissioni giudicatrici

 

c10) Spese per pubblicità e, ove previsto, per opere artistiche

 

c11) Spese per accertamenti di laboratorio verifiche tecniche previste dal capitolato speciale d’appalto collaudo tecnico-amministrativo, collaudo statico ed altri eventuali collaudi specialistici.

 

c12) I.V.A. 10%

 

c13) I.V.A. 20% ed altre imposte

18.200,00

SOMMANO

31.850,00

 

IMPORTO  COMPLESSIVO

 

122.850,00

 

 

 

Torna all’elenco delle Opere Pubbliche