PROGETTO

 

“RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA BIBLIOTECARIO DELLA VALCHIAVENNA”

 

RAPPORTO FINALE SULL’ATTIVITA’

DI CONSULENZA

 

Milano, Aprile 2003

 

 

1.                 Le conclusioni del progetto di consulenza: risultati, scelte strategiche 

aspetti gestionali

         In questo primo capitolo del “Rapporto finale” si espongono i risultati ai quali il progetto di consulenza è pervenuto e si illustrano le decisioni di carattere strategico e, conseguentemente, gestionale che – in riferimento ai dati resi disponibili – pare necessario prendere.

In altra parte del “Rapporto finale” (cap. 4) si rende conto in dettaglio del percorso progettuale che ha condotto ai risultati di ricerca; basterà qui ricordare come le questioni critiche e le relative proposte di miglioramento e innovazione siano state rilevate attraverso:

-                     opinioni espresse dagli Amministratori locali, sia attraverso interviste che nel  corso di incontri

-                     analisi di dati sul sistema bibliotecario presenti presso la Comunità Montana

-                     opinioni espresse da utenti e membri delle commissioni bibliotecarie, consultati attraverso appositi grupp-focus

-                     lavoro di analisi e proposte svolto da un Gruppo Tecnico composto da bibliotecari del Sistema locale con la presenza di un consulente esperto.

Il capitolo è suddiviso in due paragrafi. Si considerano innanzitutto le due possibili opzioni di carattere strategico per definire il nuovo assetto del Sistema bibliotecario (par. 1.1.). Si tratta di una questione centrale, dalla quale discendono le diverse decisioni di carattere gestionale che vengono discusse nel corso del paragrafo successivo (1.2.)

 

1.1.         Assetto istituzionale e organizzativo: due opzioni possibili anche in vista della riformulazione dello Statuto

Lo Statuto necessita di una revisione e di una nuova approvazione, considerate le modifiche legislative occorse negli ultimi due decenni e dei mutamenti avvenuti nella realtà.

Consideriamo positiva la scelta fatta fin dalle origini di affidare alla Comunità Montana la gestione del Sistema Bibliotecario; è una scelta che pensiamo sia da riconfermare e che consente buone possibilità di azione dal punto di vista amministrativo.

Gestire il Sistema Bibliotecario tramite una convenzione tra Comuni, come avviene in molte altre realtà, demandando la gestione ad un singolo Comune, crea maggiori difficoltà e lentezze.

Occorrerà specificare le finalità e i compiti del Sistema. Crediamo siano ipotizzabili due diverse opzioni.

 

A.     Prima opzione: la Comunità montana gestisce sia il Sistema che le singole biblioteche

Si tratta, in sostanza di mantenere l’attuale situazione che assegna al Sistema Bibliotecario non solo i servizi di secondo livello qui sotto riportati, ma anche la gestione delle singole biblioteche. Tale situazione è però stata superata dalla realtà. Già ora il Sistema, tramite la Comunità Montana, non gestisce più direttamente tutte le singole biblioteche. Per mantenere fede a quanto fin qui previsto la gestione del personale andrebbe effettivamente centralizzata; non sarebbero da escludere nuove assunzioni di personale da parte della Comunità Montana per gestire tutte le sedi.

         Questa opzione permette il coordinamento di personale adeguatamente formato: ad esempio lo stesso assistente di biblioteca può essere impiegato per l’apertura di più sedi che abbiano un ridotto orario di apertura. Inoltre un’adeguata dotazione di personale potrebbe consentire di gestire in economia il servizio di recapito di prestito interbibliotecario, impiegando un operatore per un paio di giorni alla settimana.

 

B.     Seconda opzione: il Sistema gestisce i servizi di secondo livello

Si tratta di assegnare al Sistema solo servizi di secondo livello, come previsto dalla legge regionale n° 81/85. Data la loro rilevanza li ricordiamo qui (dall’art. 9 L. R. 81/85):

         “a) il coordinamento dei programmi delle biblioteche associate;

         b) il coordinamento degli acquisti del materiale librario e documentario;

         c) anche attraverso forme di acquisto centralizzate;

d) curare la formazione dei cataloghi collettivi e predisporre gli eventuali sistemi informativi coordinati;

e) l’eventuale acquisizione e la gestione di un fondo comune librario e documentario del sistema;

f) l’organizzazione e la gestione del prestito interbibliotecario; la consulenza biblioteconomica e l’informazione bibliografica;

g) il rilevamento periodico dei dati statistici per la conoscenza e la valutazione dello stato delle strutture, dei servizi e dell’utenza;

h) la promozione e il coordinamento delle attività culturali correlate alle funzioni proprie delle biblioteche di diffusione del la lettura e dell’informazione, del libro e del documento;

i)la collaborazione con strutture e servizi sociali e culturali, con particolare riguardo alla scuola;

l) la predisposizione e la gestione dei servizi amministrativi comuni o di carattere generale per le biblioteche e gli archivi storici afferenti al sistema”.

In questo caso la gestione delle singole Biblioteche resta affidata ai singoli Comuni: sede, attrezzature e personale.

Per evitare che questa scelta preluda allo smantellamento del Sistema occorre un accordo a livello politico per assicurare un livello di servizio minimo così ipotizzabile:

-                     una Biblioteca Centro Sistema e almeno tre Biblioteche succursali in    possesso dei requisiti minimi previsti dalla Regione. (patrimonio di almeno 3.000 documenti, minimo 12 ore di apertura settimanale e presenza di personale qualificato).

-                     A queste indicazioni si aggiungono quelle del Piano Regionale Pluriennale, che prevedono per le singole Biblioteche l’impegno ad acquistare non meno di 500 nuovi documenti annui (anche in presenza di un numero inferiore di scarti) con una relativa spesa non inferiore a 12 milioni di vecchie lire (pari a £ 6.197,48).

Le Biblioteche periferiche già in possesso di questi requisiti (fatto salvo l’acquisto di documenti in misura adeguata) sono Campodolcino, Novate Mezzola e Samolaco.

Le altre sedi andrebbero comunque mantenute, assicurando presso di loro:

-                     Pc con accesso a Internet e per l’uso di software da parte dei cittadini;

-                     Pc per l’accesso al catalogo del Sistema e per la consultazione di quanto posseduto in sede (documenti non cartacei e multimediali);

-                     l’accesso al prestito interbibliotecario;

-                     una dotazione documentaria di base, integrata da testi richiesti tramite il prestito interbibliotecario, oltre ad un fondo di rotazione di materiale corrente, da costituire ex novo. In questa ipotesi va ovviamente organizzato il prestito interbibliotecario.

 

1.2. Se si sceglie la seconda opzione…

         Gli incontri ufficiali svolti con gli Amministratori locali hanno fatto emergere una tendenziale preferenza per la seconda tra le opzioni considerate, che vede l’assunzione – da parte del Sistema bibliotecario – delle funzioni e dei servizi di secondo livello.

Pare opportuno, di conseguenza, esplicitare alcuni aspetti che risulterebbero conseguenti all’adozione di questa scelta strategica.

 

-                     Contribuzione economica

Per quanto concerne la contribuzione dovuta dai Comuni alla Comunità Montana per il Sistema Bibliotecario, si può ipotizzare l’erogazione di un contributo base cui aggiungere una quota ulteriore nel caso il personale (in dotazione organica o individuato presso Cooperative, collaboratori coordinati continuativi) venga inviato dalla Comunità Montana.

Gli importi dei contributi andrebbe in tal caso rimodulati rispetto alla situazione attuale, distinguendo tra ciò che viene erogato per i servizi propri del Sistema (contributo base) e quanto richiesto per il personale inviato dal Sistema.

Ciò riguarderebbe indubbiamente tutte le sedi periferiche.

La Biblioteca Centro Sistema svolge un servizio duplice: da un lato a beneficio dei residenti a Chiavenna, dall’altra di indubbia rilevanza per l’intero Sistema, integrando i servizi che non è possibile rendere presso le sedi periferiche.

Il Comune di Chiavenna dunque potrebbe partecipare, in aggiunta al contributo base, con una quota forfettaria da stabilire per le spese di sede e personale della sede centrale.

 

-                     Procedure e meccanismi gestionali

Nel riformulare lo Statuto andranno snelliti i meccanismi gestionali.

E’ ipotizzabile come organo una Consulta del Sistema con compiti propositivi e consultivi in relazione ad attività concernenti i beni documentari.

Lo Statuto dovrebbe prevedere anche la figura del Direttore di Sistema e del Comitato tecnico dei Bibliotecari.

Al fine di attuare l’integrazione delle risorse bibliotecarie e documentarie e favorire la cooperazione nell’erogazione dei servizi, lo Statuto dovrà anche prevedere la possibilità di stipulare convenzioni con altri soggetti pubblici o privati.

Occorrerà poi chiarire i rapporti tra la Consulta e gli organi della Comunità Montana, che devono provvedere all’assunzione di atti amministrativi.

Successivamente all’adozione del nuovo Statuto occorrerà riformulare il Regolamento della Biblioteca (o del Sistema) e una Carta dei Servizi, che specifichi la migliore offerta che il servizio di pubblica lettura è in grado di fornire.

Il Regolamento inquadra dal punto di vista istituzionale la/le Biblioteche, la Carta dei Servizi entra nel dettaglio dei servizi fornibili.

Se il Sistema si occuperà solo dei servizi di secondo livello, l’approvazione di Regolamento e di Carta dei Servizi sarà demandata ai singoli Comuni. Il Sistema potrebbe diffondere in tal caso un Regolamento-tipo e una Carta dei Servizi-tipo, dando comunque ai Comuni precise indicazioni in modo da mantenere omogenee condizioni di servizio in tutte le Biblioteche.

La Carta è agevolmente aggiornabile perché non necessita di approvazione da parte dell’Assemblea della Comunità o del Consiglio Comunale, ma da parte di un organo gestionale (Consiglio Direttivo o Direttore della Comunità oppure Giunta Comunale o Dirigente).

 

-                     Rapporti con Provincia ed altri Sistemi Bibliotecari

Il piano Regionale Provinciale Pluriennale prevede l’accorpamento dei tre

 Sistemi di Centro Valle (Titano, Sondrio e Morbegno), mantenendo quelli esistenti di Chiavenna e Bormio.

Risulta però indispensabile per rilanciare i servizi bibliotecari promuovere forme di collaborazione con la Provincia di Sondrio, formalizzandole se necessario anche con convenzione, per ottenere:

-                     la gestione delle banche dati dei Sistemi Bibliotecari della Provincia su un server o batteria di server provinciale a Sondrio;

-                     Un catalogo in linea facilitato per gli utenti (OPAC) accessibile da Internet, sul modello di quello già in uso presso la Provincia di Brescia;

-                     L’avvio della catalogazione partecipata, ottenuta cioè attraverso la cooperazione dei catalogatori presenti nei singoli Sistemi. Ciò che viene catalogato da un Sistema viene sfruttato dagli altri, senza operazioni doppie. A tal fine andrà utilizzato il protocollo di catalogazione già predisposto dalla Provincia, da integrare con note relative alla catalogazione semantica (relativa ai soggetti) e ai documenti per i ragazzi (0-14 anni). La catalogazione partecipata può essere integrata in forma e modi da concordare con la Provincia con la catalogazione derivata, cioè con la cattura di dati bibliografici già esistenti in rete. Solo un accordo di questo tipo rende possibile il trattamento bibliografico di un maggior numero di documenti, necessario per il mantenimento di standard minimi di acquisti (cfr. più avanti quanto si dice in merito “Adeguati acquisti di materiale documentario e librario”), date le risorse di personale esistenti.

-                     La comunicazione tra bibliotecari e operatori delle Biblioteche dei Comuni della Provincia di Sondrio, ottenibile tramite rete telematica.

Tutto queste condizioni vanno ottenute indipendentemente dai tempi di fusione dei tre Sistemi di centro valle: Sondrio, Morbegno e Tirano.

Successivamente la Provincia, con l’aiuto e la fattiva collaborazione dei Sistemi Bibliotecari, potrà attivare il prestito interbibliotecario tra le Biblioteche appartenenti a tutti i Sistemi Bibliotecari della Provincia di Sondrio.

Questo obiettivo è raggiungibile anche in assenza di un’unica anagrafe degli utenti iscritti alle Biblioteche e di un utilizzo integrale del software condiviso (ad es. l’operazione compiuta a Chiavenna su un prestito è visibile anche a Bormio).

 

1.3. Aspetti gestionali

In questa parte del “Rapporto finale” si trattano elementi di analisi e proposte di intervento in relazione agli aspetti problematici individuati nel corso della prima fase del progetto di consulenza – attraverso interviste agli Amministratori locali – e discusse, in seguito, nel corso delle riunioni con gli stessi Amministratori. Sono stati, inoltre, considerati gli elementi proposti dai partecipanti (utenti e membri delle commissioni delle biblioteche) ai gruppi-focus, così come i suggerimenti e le opinioni dei bibliotecari partecipanti al Gruppo Tecnico.

Si prendono in considerazione 11 aspetti critici – corrispondenti nell’elenco ai punti dalla lettera a) alla m) – e per ognuno di essi si presentano elementi di analisi e – ove possibile – ipotesi di miglioramento e/o innovazione.

 

a)                Personale

Occorre premettere che le decisioni in merito alla gestione del personale dipendono in modo determinante dal ruolo che dovrà assumere il Sistema, cioè dalla scelta tra le due opzioni in precedenza esplicitate. In ogni caso, è possibile considerare aspetti gestionali specifici.

Personale in dotazione organica

E’ necessario mantenere un adeguato numero di personale in dotazione organica, a presidio delle funzioni fondamentali del Sistema e della Biblioteca Centro-Sistema.

Forme di esternalizzazione estreme possono pregiudicare il livello qualitativo dei servizi resi.

Un chiarimento delle prospettive potrebbe sbloccare alcune assunzioni a tempo indeterminato, nel caso il Sistema continui ad occuparsi anche della gestione delle singole biblioteche, considerato che la dotazione organica del personale previsto per il Sistema Bibliotecario non è interamente coperta.

Anche in caso di gestione diretta delle Biblioteche da parte dei Comuni, la Comunità Montana potrebbe valutare l’opportunità, in una fase di rilancio del servizio bibliotecario, di procedere ad assunzioni di personale in dotazione organica per sostenere il ruolo del Sistema e della Biblioteca di Chiavenna come polo centrale di sostegno per tutte le Biblioteche della Valle.

Esternalizzazioni

Affidamento della gestione di Biblioteche a cooperative, ditte esterne, oppure collaboratori coordinati e continuativi.

In caso di gestione diretta delle Biblioteche da parte dei Comuni, il rapporto con la/e Cooperative/e che forniscono personale per l’apertura delle sedi potrebbe essere intrattenuto direttamente dai Comuni, che potrebbero inoltre valutare la possibilità di assunzione di altro personale nelle realtà più significative.

In alternativa i Comuni potrebbero continuare ad ottenere personale dalla Comunità Montana prevedendo il versamento di quote aggiuntive rispetto alla contribuzione di base.

Parte di tale personale può anche essere impiegato per l’apertura della sede centrale di Chiavenna.

Volontariato

Il ruolo dei volontari è da valorizzare prevedendo un regolamento per il loro impiego, come già avviene in altri Comuni e Biblioteche.

Sono comunque da qualificare minimamente dal punto di vista professionale.

Oltre all’utilizzo dei singoli volontari è possibile prevedere anche accordi di collaborazione con associazioni di volontariato.

Servizio Civile

Gli obiettori soggetti all’obbligo di leva nel giro di una anno e mezzo non saranno più disponibili, considerata la prossima fine della leva obbligatoria; è possibile elaborare fin d’ora progetti di servizio civile in base alla nuova legge del 2001.

I giovani e le giovani in servizio civile però non vanno intesi come sostituzione di mano d’opera. Si tratta di impieghi più simili a stages in azienda, dato che occorre qualificare i progetti in senso formativo a beneficio del giovane; inoltre per rendere il progetto più appetibile si prevede in genere un impegno di lavoro inferiore al tempo pieno.

 

b)                Prestito interbibliotecario

Attualmente interessa una frazione molto bassa di materiale; va quindi organizzato in modo stabile e continuativo.

Se non è possibile potenziarlo tramite le risorse già presenti in Comunità Montana, è ipotizzabile attivare il prestito tramite appalto, con almeno due passaggi settimanale nelle singole sedi.

L’affidamento della fornitura può essere affidato a ditte esterne, collaboratori, ad altri Sistemi Bibliotecari in possesso della capacità organizzativa e imprenditoriale.

Il Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest di Rho (MI) possiede in merito un’esperienza consolidata da anni, che pone a servizio anche di Comuni esterni al Sistema per la consegna non solo di libri e video, ma anche di documenti e atti delle Amministrazioni.

Questa operazione, altre ad un adeguato acquisto di novità documentarie, è la base di partenza per il rilancio del servizio bibliotecario.

Diversamente le sedi periferiche rischiano di deperire, private di un adeguato rinnovo di libri e documenti e in assenza dello scambio di documenti con la sede centrale.

E’ necessario ottenere una modifica del software, in modo che ogni sede possa effettuare operazioni (prestiti e resi) relativi a documenti e utenti di ogni altra sede bibliotecaria del Sistema.

Questa richiesta non deve però bloccare il decollo del prestito interbibliotecario in forma piena, che può intento funzionare in base alle procedure già attualmente in uso.

Oltre al prestito interbibliotecario (invio presso la Biblioteca richiedente dei documenti richiesti dall’utente) si può anche ipotizzare un fondo di rotazione tra le sedi periferiche, che possono così ottenere almeno due/tre volte all’anno libri e altri documenti dalla Biblioteca Centrale in modo da arricchire la dotazione di base.

Vanno poi mantenuti i contatti con la Provincia per attivare successivamente il prestito interbibliotecario con i Sistemi vicini, in base a quanto sopra riportato.

Si riporta qui un’ipotesi di costo di tale servizio:

 

c)                Rapporto tra bibliotecari

In occasione della revisione statutaria, occorre istituzionalizzare il loro compito prevedendo una Commissione Tecnica con funzioni tecniche e organizzative per il Sistema.

Anche prima che ciò sia previsto nella revisione dello Statuto, occorre programmare momenti fissi di incontro, coinvolgendo anche le altre figure, quali volontari/e e personale della Cooperativa per mantenere contatti, far circolare informazioni, elaborare e condividere procedure di lavoro.

Va previsto uno stanziamento fisso annuale in bilancio per attività di formazione e aggiornamento.

Nel Peg va indicata l’effettuazione di momenti di aggiornamento.

 

d)                Biblioteche come centri informativi o come centri di animazione culturale.

 

La questione può essere definita in occasione della riformulazione dello Statuto e del Regolamento/Regolamenti delle Biblioteche.

Occorre richiamarsi alla fisionomia della biblioteca pubblica come emerge dal Manifesto Unesco per le Biblioteche pubbliche e alla legge regionale n° 81/85.

Per l’Unesco “La Biblioteca pubblica è il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione. I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell’uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non abbiano la possibilità di utilizzare servizi e materiali ordinari, per esempio le minoranze linguistiche, le persone disabili, ricoverate in ospedale, detenute nelle carceri. Ogni fascia d’età deve trovare materiale rispondente ai propri bisogni. Le raccolte e i servizi devono comprendere tutti i generi appropriati di mezzi e nuove tecnologie, così come i materiali tradizionali. L’alta qualità e la rispondenza ai bisogni e alle condizioni locali sono fonda mentali. I materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società, cosi come la memoria dell’immaginazione e degli sforzi dell’uomo. Le raccolte e i servizi non devono essere soggetti ad alcun tipo di censura ideologica, politica o religiosa, né a pressioni commerciali”.

La Legge regionale prescrive fra i servizi propri della Biblioteca i seguenti:

“e) realizzare attività culturali che promuovano l’uso dei beni librari e documentari; f) collaborare, anche come centro di informazione, alle attività ed ai servizi culturali e pubblico interesse svolti sul territorio degli enti pubblici e privati”.

L’ambito promozionale delle Biblioteche è quindi relativo alla promozione del libro, della lettura, del documento; deve svolgere anche attività di informazione relativamente alle attività culturali svolte sul territorio.

E’ poi vero che è possibile collegare una vasta gamma di attività al libro, alla lettura e al documento.

L’attività di promozione propria del servizio bibliotecario è diversa da quella del servizio culturale. I due ambiti sono distinti e si integrano senza essere contrapposti.

Non a caso nei Comuni di maggiori dimensioni i due servizi sono distinti dal punto di vista del personale, del budget, del Peg.

Evidentemente nei Comuni meno grandi la distinzione dal punto di vista delle risorse strumentali e umane è meno agevole e può essere inevitabile che le stesse persone si occupino di ambedue gli ambiti, che devono però essere tenuti distinti dal punto di vista concettuale.

 

e)                Come rendere le Biblioteche maggiormente visibili ai cittadini

L’avvio del prestito interbibliotecario permetterebbe già una migliore circolazione di materiale informativo tra tutte le biblioteche e i punti di prestito del Sistema.

Vanno instaurate collaborazioni con altri Sistemi, la Provincia e la Regione per promuovere campagne informative, realizzando così economie di gestione.

Si possono realizzare campagne di comunicazione in occasione di migliorie: ad es. postazioni Internet e pc nelle biblioteche, prestito di documenti non cartacei (cd musicali, vhs, dvd), partenza del prestito interbibliotecario, nuovo catalogo facilitato su Internet (OPAC).

 

f)                  Sedi e attrezzature

Ogni sede va dotata di almeno un telefono, un pc con accesso alla rete Internet e per l’utilizzo di software da parte degli utenti, una postazione di consultazione del catalogo del sistema e di quanto posseduto in sede.

Ciò può realizzarsi anche tramite la richiesta di finanziamenti regionali su progetti specifici. (cfr. L.r. 81/85 e L.r. 85/95).

Per quanto concerne le attrezzature, sarebbe necessario che il Sistema seguisse direttamente la manutenzione di hardware, software, reti locali presso tutte le biblioteche e punti di prestito con un unico contatto di manutenzione, per evitare diseconomie e problemi gestionali.

Ogni sede va adeguatamente segnalata con cartelli stradali e insefne.

 

g)                Acquisto e prestito di documenti non cartacei

E’ indispensabile prevedere nel piano di acquisto annuale una quota di documenti non cartacei (vhs, ed rom musicali, ed multimediali, dvd) da destinare non solo alla consultazione in sede ma anche al prestito, dato che questo tipo di dotazione, oltre ad essere fortemente richiesto, è anche richiesto dalla programmazione regionale.

Inoltre la revisione della legge 633/41 in merito alla tutela del diritto d’autore ha definitivamente chiarito la possibilità di prestito di questo tipo di documento nelle Biblioteche, rispettando alcuni criteri.

L’ottenimento di fondi per l’acquisto può realizzarsi anche tramite la richiesta di finanziamenti regionali.

 

h)                Adeguati acquisti di materiale documentario e librario

Gli standard minimi regionali prevedono per 24.000 ab. (abitanti in Valchiavenna) l’acquisto di almeno 4.320 documenti all’anno (180 documenti X 24 migliaia di abitanti).

In Valchiavenna è stato previsto l’acquisto per l’anno 2002 di 2.630 documenti (cfr. Relazione Previsionale e Programmatica della Comunità Montana 2002/2004, pag. 57).

Inoltre le tre Biblioteche succursali necessitano ciascuna di almeno 500 nuovi documenti per anno (per l’anno 2002 previsti 133 per biblioteca). E questo senza prendere in considerazione le esigenze delle altre sedi, da soddisfare tramite un fondo di rotazione di documenti da costituire ex novo, come sopra ricordato.

Per garantire un approvvigionamento minimo, condizione essenziale per l’erogazione del servizio bibliotecario, occorre adeguare il numero di acquisti effettuati.

Per motivi di praticità gestionale e di economicità gli acquisti dovrebbero essere mantenuti centralizzati a livello di Sistema, in presenza di un Piano annuale di acquisto che preveda, altre al numero totale di documenti da acquistare, anche la loro suddivisione per materie e per tipo di supporto (libri, vhs, dvd, ed rom).

La formulazione di un Piano di acquisto, insieme ai dati statistici, permette anche di verificare a consuntivo l’andamento degli acquisti effettuati e l’impatto avuto sui prestiti.

Si riporta qui una stima del maggior costo dovuto ad un adeguato acquisto di documenti cartacei e non; il costo medio per documento è stimato in base a quanto indicato dalla Provincia di Milano.

 

l)                  Presentare richieste di finanziamento

per progetti specifici: ad es. alla Regione con progetti di sviluppo della multimedialità nelle Biblioteche, con progetti annuali o pluriennali di rinnovo del patrimonio documentario connessi ad operazioni di scarto.

 

m)             Il ruolo delle commissioni bibliotecarie: centrale (della Comunità Montana) e locali

La Commissione Centrale è da ripensare in sede di modifica statutaria (vedi la Consulta del Sistema prima proposta).

Le Commissioni locali hanno senso (anzi sono prescritte) se le Biblioteche sono gestite localmente dai Comuni, in questo caso nelle forme previste già dalla Legge Regionale 81/85 all’art. 15 che qui citiamo per esteso:

“art. 15 (Commissione della biblioteca)

1.     Presso ogni Biblioteca di ente locale è istituita una commissione con compiti:

a)     propositivi e consultivi in ordine al programma della biblioteca formulato dall’ente locale;

b)    di verifica sull’attuazione dello stesso e sull’applicazione del regolamento della biblioteca;

c)     di collegamento con l’utenza e di espressione e trasmissione delle sue esigenze.

2.     Il regolamento della biblioteca predisposto dall’ente locale deve determinare le modalità di funzionamento della commissione e la sua composizione, prevedendo tra i suoi membri le rappresentanze designate dal Consiglio comunale o dai Consigli circoscrizionali, nel rispetto delle minoranze.

3.     Della commissione fa parte di diritto il Sindaco o l’Assessore delegato e, nel caso di comuni ripartiti in circoscrizioni, il Presidente o suo delegato.

4.     Il bibliotecario o l’assistente di biblioteca fa parte della commissione con compiti specifici di consulenza e con voto consultivo.

5.     La commissione può proporre modifiche al regolamento per quando attiene al proprio funzionamento”.

 

 

 

 

Torna a Documentazione