|
|
BIBLIOTECA
DI
GORDONA
|
|
|
|
Piazza
Mazzini, 5 23020 GORDONA (SO) |
Tel. 0343 – 42899 e-mail: bcgordona@provincia.so.it |
||
|
PROGETTO “RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA BIBLIOTECARIO DELLA VALCHIAVENNA” RAPPORTO FINALE SULL’ATTIVITA’ DI CONSULENZA Milano, Aprile 2003 1.
Le conclusioni del progetto di consulenza:
risultati, scelte strategiche aspetti gestionali In questo primo capitolo del “Rapporto finale” si
espongono i risultati ai quali il progetto di consulenza è pervenuto e si
illustrano le decisioni di carattere strategico e, conseguentemente,
gestionale che – in riferimento ai dati resi disponibili – pare necessario
prendere. In altra parte del
“Rapporto finale” (cap. 4) si rende conto in dettaglio del percorso
progettuale che ha condotto ai risultati di ricerca; basterà qui ricordare
come le questioni critiche e le relative proposte di miglioramento e
innovazione siano state rilevate attraverso: -
opinioni
espresse dagli Amministratori locali, sia attraverso interviste che nel corso di incontri -
analisi di dati
sul sistema bibliotecario presenti presso -
opinioni
espresse da utenti e membri delle commissioni bibliotecarie, consultati
attraverso appositi grupp-focus -
lavoro di
analisi e proposte svolto da un Gruppo Tecnico composto da bibliotecari del
Sistema locale con la presenza di un consulente esperto. Il capitolo è suddiviso
in due paragrafi. Si considerano innanzitutto le due possibili opzioni di
carattere strategico per definire il nuovo assetto del Sistema bibliotecario
(par. 1.1.). Si tratta di una questione centrale, dalla quale discendono le
diverse decisioni di carattere gestionale che vengono discusse nel corso del
paragrafo successivo (1.2.) 1.1.
Assetto istituzionale e organizzativo: due opzioni
possibili anche in vista della riformulazione dello Statuto Lo Statuto necessita di
una revisione e di una nuova approvazione, considerate le modifiche
legislative occorse negli ultimi due decenni e dei mutamenti avvenuti nella
realtà. Consideriamo positiva la scelta fatta fin dalle
origini di affidare alla Comunità Montana la gestione del Sistema
Bibliotecario; è una scelta che pensiamo sia da riconfermare e che
consente buone possibilità di azione dal punto di vista amministrativo. Gestire il Sistema
Bibliotecario tramite una convenzione tra Comuni, come avviene in molte altre
realtà, demandando la gestione ad un singolo Comune, crea maggiori difficoltà
e lentezze. Occorrerà specificare le finalità e i compiti del Sistema. Crediamo
siano ipotizzabili due diverse opzioni. A.
Prima opzione: Si tratta, in sostanza di
mantenere l’attuale situazione che
assegna al Sistema Bibliotecario non solo i servizi di secondo livello qui
sotto riportati, ma anche la gestione delle singole biblioteche. Tale
situazione è però stata superata dalla realtà. Già ora il Sistema, tramite Questa opzione permette il coordinamento di personale
adeguatamente formato: ad esempio lo stesso assistente di biblioteca può
essere impiegato per l’apertura di più sedi che abbiano un ridotto orario di
apertura. Inoltre un’adeguata dotazione di personale potrebbe consentire di
gestire in economia il servizio di recapito di prestito interbibliotecario,
impiegando un operatore per un paio di giorni alla settimana. B.
Seconda opzione: il Sistema gestisce i servizi di
secondo livello Si tratta di assegnare al
Sistema solo servizi di secondo
livello, come previsto dalla legge regionale n° 81/85. Data la loro
rilevanza li ricordiamo qui (dall’art. “a) il coordinamento dei programmi delle biblioteche
associate; b) il coordinamento degli acquisti del materiale
librario e documentario; c) anche attraverso forme di acquisto centralizzate; d)
curare la formazione dei cataloghi collettivi e predisporre gli eventuali
sistemi informativi coordinati; e)
l’eventuale acquisizione e la gestione di un fondo comune librario e
documentario del sistema; f)
l’organizzazione e la gestione del prestito interbibliotecario; la consulenza
biblioteconomica e l’informazione bibliografica; g)
il rilevamento periodico dei dati statistici per la conoscenza e la
valutazione dello stato delle strutture, dei servizi e dell’utenza; h)
la promozione e il coordinamento delle attività culturali correlate alle
funzioni proprie delle biblioteche di diffusione del la lettura e
dell’informazione, del libro e del documento; i)la
collaborazione con strutture e servizi sociali e culturali, con particolare
riguardo alla scuola; l)
la predisposizione e la gestione dei servizi amministrativi comuni o di
carattere generale per le biblioteche e gli archivi storici afferenti al
sistema”. In questo caso la gestione delle singole Biblioteche
resta affidata ai singoli Comuni: sede, attrezzature e personale. Per evitare che questa
scelta preluda allo smantellamento del Sistema occorre un accordo a livello
politico per assicurare un livello di
servizio minimo così ipotizzabile: -
una Biblioteca Centro Sistema e almeno tre
Biblioteche succursali in possesso dei requisiti minimi previsti
dalla Regione. (patrimonio di almeno 3.000 documenti, minimo 12 ore di
apertura settimanale e presenza di personale qualificato). -
A queste
indicazioni si aggiungono quelle del Piano Regionale Pluriennale, che
prevedono per le singole Biblioteche l’impegno ad acquistare non meno di 500 nuovi documenti annui (anche in
presenza di un numero inferiore di scarti) con una relativa spesa non
inferiore a 12 milioni di vecchie lire (pari a £ 6.197,48). Le Biblioteche
periferiche già in possesso di questi requisiti (fatto salvo l’acquisto di
documenti in misura adeguata) sono Campodolcino,
Novate Mezzola e Samolaco. Le altre sedi andrebbero
comunque mantenute, assicurando presso di loro: -
Pc con accesso
a Internet e per l’uso di software da parte dei cittadini; -
Pc per
l’accesso al catalogo del Sistema e per la consultazione di quanto posseduto
in sede (documenti non cartacei e multimediali); -
l’accesso al
prestito interbibliotecario; -
una dotazione
documentaria di base, integrata da testi richiesti tramite il prestito
interbibliotecario, oltre ad un fondo di rotazione di materiale corrente, da
costituire ex novo. In questa ipotesi va ovviamente organizzato il prestito
interbibliotecario. 1.2. Se si sceglie la seconda opzione… Gli incontri ufficiali svolti con gli Amministratori
locali hanno fatto emergere una tendenziale preferenza per la seconda tra le
opzioni considerate, che vede l’assunzione – da parte del Sistema
bibliotecario – delle funzioni e dei servizi di secondo livello. Pare opportuno, di
conseguenza, esplicitare alcuni aspetti che risulterebbero conseguenti
all’adozione di questa scelta strategica. -
Contribuzione economica Per quanto concerne la
contribuzione dovuta dai Comuni alla Comunità Montana per il Sistema
Bibliotecario, si può ipotizzare l’erogazione di un contributo base cui aggiungere una quota ulteriore nel caso il
personale (in dotazione organica o individuato presso Cooperative,
collaboratori coordinati continuativi) venga inviato dalla Comunità Montana. Gli importi dei
contributi andrebbe in tal caso rimodulati rispetto alla situazione attuale,
distinguendo tra ciò che viene erogato per i servizi propri del Sistema
(contributo base) e quanto richiesto per il personale inviato dal Sistema. Ciò riguarderebbe
indubbiamente tutte le sedi periferiche. Il Comune di Chiavenna
dunque potrebbe partecipare, in aggiunta al contributo base, con una quota
forfettaria da stabilire per le spese di sede e personale della sede
centrale. -
Procedure e meccanismi gestionali Nel riformulare lo
Statuto andranno snelliti i meccanismi
gestionali. E’ ipotizzabile come
organo una Consulta del Sistema con compiti propositivi e consultivi in
relazione ad attività concernenti i beni documentari. Lo Statuto dovrebbe prevedere
anche la figura del Direttore di Sistema e del Comitato tecnico dei
Bibliotecari. Al fine di attuare
l’integrazione delle risorse bibliotecarie e documentarie e favorire la
cooperazione nell’erogazione dei servizi, lo Statuto dovrà anche prevedere la
possibilità di stipulare convenzioni
con altri soggetti pubblici o privati. Occorrerà poi chiarire i
rapporti tra Successivamente
all’adozione del nuovo Statuto occorrerà riformulare il Regolamento della Biblioteca (o del Sistema) e una Carta dei Servizi,
che specifichi la migliore offerta che il servizio di pubblica lettura è
in grado di fornire. Il Regolamento inquadra
dal punto di vista istituzionale la/le Biblioteche, Se il Sistema si occuperà
solo dei servizi di secondo livello, l’approvazione di Regolamento e di Carta
dei Servizi sarà demandata ai singoli Comuni. Il Sistema potrebbe diffondere
in tal caso un Regolamento-tipo e una Carta dei Servizi-tipo, dando comunque
ai Comuni precise indicazioni in modo da mantenere omogenee condizioni di
servizio in tutte le Biblioteche. -
Rapporti con Provincia ed altri Sistemi Bibliotecari Il
piano Regionale Provinciale Pluriennale prevede l’accorpamento dei tre Sistemi di Centro Valle (Titano, Sondrio e
Morbegno), mantenendo quelli esistenti di Chiavenna e Bormio. Risulta però
indispensabile per rilanciare i servizi bibliotecari promuovere forme di collaborazione con -
la gestione delle banche dati dei Sistemi
Bibliotecari della Provincia su un server o batteria di server
provinciale a Sondrio; -
Un catalogo in linea facilitato per gli
utenti (OPAC) accessibile da Internet, sul modello di quello già in uso
presso -
L’avvio della catalogazione partecipata, ottenuta
cioè attraverso la cooperazione dei catalogatori presenti nei singoli
Sistemi. Ciò che viene catalogato da un Sistema viene sfruttato dagli altri,
senza operazioni doppie. A tal fine andrà utilizzato il protocollo di
catalogazione già predisposto dalla Provincia, da integrare con note relative
alla catalogazione semantica (relativa ai soggetti) e ai documenti per i
ragazzi (0-14 anni). La catalogazione partecipata può essere integrata in
forma e modi da concordare con -
La comunicazione tra bibliotecari e
operatori delle Biblioteche dei Comuni della Provincia di Sondrio,
ottenibile tramite rete telematica. Tutto queste condizioni
vanno ottenute indipendentemente dai tempi di fusione dei tre Sistemi di
centro valle: Sondrio, Morbegno e Tirano. Successivamente Questo obiettivo è
raggiungibile anche in assenza di un’unica anagrafe degli utenti iscritti
alle Biblioteche e di un utilizzo integrale del software condiviso (ad es.
l’operazione compiuta a Chiavenna su un prestito è visibile anche a Bormio). 1.3. Aspetti gestionali In questa parte del
“Rapporto finale” si trattano elementi di analisi e proposte di intervento in
relazione agli aspetti problematici individuati nel corso della prima fase
del progetto di consulenza – attraverso interviste agli Amministratori locali
– e discusse, in seguito, nel corso delle riunioni con gli stessi
Amministratori. Sono stati, inoltre, considerati gli elementi proposti dai
partecipanti (utenti e membri delle commissioni delle biblioteche) ai
gruppi-focus, così come i suggerimenti e le opinioni dei bibliotecari
partecipanti al Gruppo Tecnico. Si prendono in
considerazione 11 aspetti critici – corrispondenti nell’elenco ai punti dalla
lettera a) alla m) – e per ognuno di essi si presentano elementi di analisi e
– ove possibile – ipotesi di miglioramento e/o innovazione. a)
Personale Occorre premettere che le
decisioni in merito alla gestione del personale dipendono in modo
determinante dal ruolo che dovrà assumere il Sistema, cioè dalla scelta tra
le due opzioni in precedenza esplicitate. In ogni caso, è possibile
considerare aspetti gestionali specifici. Personale in dotazione
organica E’ necessario mantenere un adeguato numero di
personale in dotazione organica, a
presidio delle funzioni fondamentali del Sistema e della Biblioteca
Centro-Sistema. Forme di
esternalizzazione estreme possono pregiudicare il livello qualitativo dei
servizi resi. Un chiarimento delle
prospettive potrebbe sbloccare alcune assunzioni a tempo indeterminato, nel
caso il Sistema continui ad occuparsi anche della gestione delle singole
biblioteche, considerato che la dotazione organica del personale previsto per
il Sistema Bibliotecario non è interamente coperta. Anche in caso di gestione
diretta delle Biblioteche da parte dei Comuni, Esternalizzazioni Affidamento della gestione di Biblioteche a
cooperative, ditte esterne, oppure collaboratori coordinati e continuativi. In caso di gestione diretta delle Biblioteche da
parte dei Comuni, il rapporto con la/e Cooperative/e che forniscono
personale per l’apertura delle sedi potrebbe essere intrattenuto direttamente
dai Comuni, che potrebbero inoltre valutare la possibilità di assunzione di
altro personale nelle realtà più significative. In alternativa i Comuni
potrebbero continuare ad ottenere personale dalla Comunità Montana prevedendo
il versamento di quote aggiuntive rispetto alla contribuzione di base. Parte di tale personale
può anche essere impiegato per l’apertura della sede centrale di Chiavenna. Volontariato Il ruolo dei volontari è da valorizzare prevedendo
un regolamento per il loro impiego, come già avviene in altri Comuni e
Biblioteche. Sono comunque da
qualificare minimamente dal punto di vista professionale. Oltre all’utilizzo dei
singoli volontari è possibile prevedere anche accordi di collaborazione con
associazioni di volontariato. Servizio Civile Gli obiettori soggetti all’obbligo di leva nel giro di una anno e mezzo non saranno più
disponibili, considerata la prossima fine della leva obbligatoria; è
possibile elaborare fin d’ora progetti
di servizio civile in base alla nuova legge del 2001. I giovani e le giovani in
servizio civile però non vanno intesi come sostituzione di mano d’opera. Si
tratta di impieghi più simili a stages in azienda, dato che occorre
qualificare i progetti in senso formativo a beneficio del giovane; inoltre
per rendere il progetto più appetibile si prevede in genere un impegno di
lavoro inferiore al tempo pieno. b)
Prestito interbibliotecario Attualmente interessa una
frazione molto bassa di materiale; va quindi organizzato in modo stabile e
continuativo. Se non è possibile
potenziarlo tramite le risorse già presenti in Comunità Montana, è
ipotizzabile attivare il prestito tramite appalto, con almeno due passaggi
settimanale nelle singole sedi. L’affidamento della
fornitura può essere affidato a ditte esterne, collaboratori, ad altri
Sistemi Bibliotecari in possesso della capacità organizzativa e
imprenditoriale. Il Consorzio Sistema
Bibliotecario Nord Ovest di Rho (MI) possiede in merito un’esperienza
consolidata da anni, che pone a servizio anche di Comuni esterni al Sistema
per la consegna non solo di libri e video, ma anche di documenti e atti delle
Amministrazioni. Questa operazione, altre ad un adeguato acquisto di
novità documentarie, è la base di partenza per il rilancio del servizio
bibliotecario. Diversamente le sedi periferiche rischiano di
deperire, private di un adeguato rinnovo di libri e documenti e in assenza
dello scambio di documenti con la sede centrale. E’ necessario ottenere
una modifica del software, in modo che ogni sede possa effettuare operazioni
(prestiti e resi) relativi a documenti e utenti di ogni altra sede
bibliotecaria del Sistema. Questa richiesta non deve
però bloccare il decollo del prestito interbibliotecario in forma piena, che
può intento funzionare in base alle procedure già attualmente in uso. Oltre al prestito
interbibliotecario (invio presso Vanno poi mantenuti i
contatti con Si riporta qui un’ipotesi di costo di tale servizio: c)
Rapporto tra bibliotecari In occasione della
revisione statutaria, occorre istituzionalizzare il loro compito prevedendo
una Commissione Tecnica con
funzioni tecniche e organizzative per il Sistema. Anche prima che ciò sia
previsto nella revisione dello Statuto, occorre programmare momenti fissi di incontro, coinvolgendo
anche le altre figure, quali volontari/e e personale della Cooperativa per
mantenere contatti, far circolare informazioni, elaborare e condividere
procedure di lavoro. Va previsto uno
stanziamento fisso annuale in bilancio per attività di formazione e
aggiornamento. Nel Peg va indicata
l’effettuazione di momenti di aggiornamento. d)
Biblioteche come centri informativi o come centri di
animazione culturale. La questione può essere
definita in occasione della riformulazione dello Statuto e del Regolamento/Regolamenti
delle Biblioteche. Occorre richiamarsi alla
fisionomia della biblioteca pubblica come emerge dal Manifesto Unesco per le
Biblioteche pubbliche e alla legge regionale n° 81/85. Per l’Unesco “ “e) realizzare attività
culturali che promuovano l’uso dei beni librari e documentari; f)
collaborare, anche come centro di informazione, alle attività ed ai servizi
culturali e pubblico interesse svolti sul territorio degli enti pubblici e
privati”. L’ambito promozionale
delle Biblioteche è quindi relativo alla promozione del libro, della lettura,
del documento; deve svolgere anche attività di informazione relativamente
alle attività culturali svolte sul territorio. E’ poi vero che è
possibile collegare una vasta gamma di attività al libro, alla lettura e al
documento. L’attività di promozione
propria del servizio bibliotecario è diversa da quella del servizio
culturale. I due ambiti sono distinti e si integrano senza essere
contrapposti. Non a caso nei Comuni di
maggiori dimensioni i due servizi sono distinti dal punto di vista del
personale, del budget, del Peg. Evidentemente nei Comuni
meno grandi la distinzione dal punto di vista delle risorse strumentali e
umane è meno agevole e può essere inevitabile che le stesse persone si
occupino di ambedue gli ambiti, che devono però essere tenuti distinti dal
punto di vista concettuale. e)
Come rendere le Biblioteche maggiormente visibili ai
cittadini L’avvio del prestito
interbibliotecario permetterebbe già
una migliore circolazione di materiale informativo tra tutte le
biblioteche e i punti di prestito del Sistema. Vanno instaurate collaborazioni con altri Sistemi, Si possono realizzare campagne di comunicazione in
occasione di migliorie: ad es.
postazioni Internet e pc nelle biblioteche, prestito di documenti non
cartacei (cd musicali, vhs, dvd), partenza del prestito interbibliotecario,
nuovo catalogo facilitato su Internet (OPAC). f)
Sedi e attrezzature Ogni sede va dotata di
almeno un telefono, un pc con accesso alla rete Internet e per l’utilizzo di
software da parte degli utenti, una postazione di consultazione del catalogo
del sistema e di quanto posseduto in sede. Ciò può realizzarsi anche
tramite la richiesta di finanziamenti regionali su progetti specifici. (cfr.
L.r. 81/85 e L.r. 85/95). Per quanto concerne le
attrezzature, sarebbe necessario che il Sistema seguisse direttamente la
manutenzione di hardware, software, reti locali presso tutte le biblioteche e
punti di prestito con un unico contatto di manutenzione, per evitare
diseconomie e problemi gestionali. Ogni sede va
adeguatamente segnalata con cartelli stradali e insefne. g)
Acquisto e prestito di documenti non cartacei E’ indispensabile
prevedere nel piano di acquisto annuale una quota di documenti non cartacei
(vhs, ed rom musicali, ed multimediali, dvd) da destinare non solo alla
consultazione in sede ma anche al prestito, dato che questo tipo di
dotazione, oltre ad essere fortemente richiesto, è anche richiesto dalla
programmazione regionale. Inoltre la revisione
della legge 633/41 in merito alla tutela del diritto d’autore ha
definitivamente chiarito la possibilità di prestito di questo tipo di
documento nelle Biblioteche, rispettando alcuni criteri. L’ottenimento di fondi
per l’acquisto può realizzarsi anche tramite la richiesta di finanziamenti
regionali. h)
Adeguati acquisti di materiale documentario e
librario Gli standard minimi regionali prevedono per 24.000
ab. (abitanti in Valchiavenna) l’acquisto di almeno 4.320 documenti all’anno
(180 documenti X 24 migliaia di abitanti). In Valchiavenna è stato
previsto l’acquisto per l’anno 2002 di 2.630 documenti (cfr. Relazione
Previsionale e Programmatica della Comunità Montana 2002/2004, pag. 57). Inoltre le tre
Biblioteche succursali necessitano ciascuna di almeno 500 nuovi documenti per
anno (per l’anno 2002 previsti 133 per biblioteca). E questo senza prendere
in considerazione le esigenze delle altre sedi, da soddisfare tramite un
fondo di rotazione di documenti da costituire ex novo, come sopra ricordato. Per garantire un
approvvigionamento minimo, condizione essenziale per l’erogazione del
servizio bibliotecario, occorre adeguare il numero di acquisti effettuati. Per motivi di praticità
gestionale e di economicità gli acquisti dovrebbero essere mantenuti
centralizzati a livello di Sistema, in presenza di un Piano annuale di
acquisto che preveda, altre al numero totale di documenti da acquistare,
anche la loro suddivisione per materie e per tipo di supporto (libri, vhs,
dvd, ed rom). La formulazione di un
Piano di acquisto, insieme ai dati statistici, permette anche di verificare a
consuntivo l’andamento degli acquisti effettuati e l’impatto avuto sui
prestiti. Si riporta qui una stima
del maggior costo dovuto ad un adeguato acquisto di documenti cartacei e non;
il costo medio per documento è stimato in base a quanto indicato dalla
Provincia di Milano. l)
Presentare richieste di finanziamento per progetti specifici:
ad es. alla Regione con progetti
di sviluppo della multimedialità nelle Biblioteche, con progetti annuali o
pluriennali di rinnovo del patrimonio documentario connessi ad operazioni di
scarto. m)
Il ruolo delle commissioni bibliotecarie: centrale
(della Comunità Montana) e locali Le Commissioni locali hanno senso (anzi sono prescritte) se le
Biblioteche sono gestite localmente dai Comuni, in questo caso nelle forme
previste già dalla Legge Regionale 81/85 all’art. 15 che qui citiamo per
esteso: “art. 15 (Commissione
della biblioteca) 1. Presso ogni Biblioteca di ente locale è istituita
una commissione con compiti: a) propositivi e consultivi in ordine al programma
della biblioteca formulato dall’ente locale; b) di verifica sull’attuazione dello stesso e
sull’applicazione del regolamento della biblioteca; c) di collegamento con l’utenza e di espressione e
trasmissione delle sue esigenze. 2. Il regolamento della biblioteca predisposto
dall’ente locale deve determinare le modalità di funzionamento della
commissione e la sua composizione, prevedendo tra i suoi membri le
rappresentanze designate dal Consiglio comunale o dai Consigli
circoscrizionali, nel rispetto delle minoranze. 3. Della commissione fa parte di diritto il Sindaco o
l’Assessore delegato e, nel caso di comuni ripartiti in circoscrizioni, il
Presidente o suo delegato. 4. Il bibliotecario o l’assistente di biblioteca fa
parte della commissione con compiti specifici di consulenza e con voto
consultivo. 5. La commissione può proporre modifiche al regolamento
per quando attiene al proprio funzionamento”. |