COMUNE    DI    GORDONA

Provincia  di  Sondrio

 

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Presentazione

Archivio storico

1533-1897

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-       Premessa

 

-       Nota tecnica

 

 

Premessa

Il presente inventario rappresenta un preciso adempimento di quanto indicato dalla legge 20 maggio 1991 n.158 e dal successivo Piano di ricostruzione e sviluppo della Valtellina. Tale legge, infatti, per proseguire le attività di riordino e informatizzazione degli archivi storici della Valtellina prevedeva il rinnovo dei contratti di formazione e lavoro, stipulati nel 1987-89 nella provincia di Sondrio nel quadro del Progetto Archidata di cui alla legge 41/1986.

A tal fine è stato elaborato il Progetto archivi storici della provincia di Sondrio, che è stato realizzato dal Consorzio Archidata con la preziosa collaborazione scientifica della Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e dell’Ufficio per i beni librari e documentali della Regione Lombardia. Tale progetto si è proposto in particolare i seguenti obiettivi:

 

1. Il riordino e l’inventariazione di alcuni fondi e serie documentarie di archivi storici di antico regime non ancora inventariati.

2. Il recupero delle schede cartacee prodotte dal precedente Progetto Archidata e non ancora immesse in banca dati, previa revisione e verifica delle informazioni in esse contenute; nonchè il recupero dei dati già presenti negli inventari Archidata e il loro trasferimento nel nuovo formato previsto dal software History - Sesamo.

3. Il riordino e l’inventariazione delle sezioni ottocentesche d'archivio, privilegiando i fondi archivistici più significativi per integrità e consistenza della documentazione o di cui è già stata inventariata la sezione di antico regime. Nonchè il recupero degli inventari già esistenti, purché ancora validi e previa verifica e integrazione delle informazioni in essi contenute.

4. La produzione di un indice - dizionario delle istituzioni storiche valtellinesi.

5. Il censimento sommario degli archivi delle parrocchie della provincia di Sondrio, con l'indicazione, per ciascun archivio, del luogo e stato di conservazione, della consistenza, ordinamento, estremi cronologici, strumenti di corredo, principali serie documentarie.

 

Nel raggiungimento di questi obiettivi, si è cercato innanzitutto di privilegiare gli interventi in grado di portare a compimento attività di inventariazione avviate ma non ancora concluse e inoltre di recuperare inventari già esistenti, al fine anche di evitare - nel pieno rispetto degli standard qualitativi e scientifici del progetto - ulteriori interventi di smembramento o diverso accorpamento della documentazione.

Le informazioni raccolte nel corso del progetto hanno portato alla stampa di circa 8000 pagine di inventari d’archivio, oltre a numerose schede di censimento degli archivi parrocchiali e altro materiale storico bibliografico. Tutte queste informazioni sono ora disponibili anche su supporto ottico (Cd Rom), consultabile sia come un vero e proprio archivio elettronico sia come un grande documento “ipertestuale”, leggibile attraverso le connessioni e i riferimenti incrociati esistenti o ricercabili nel testo.

Da questo punto di vista può sembrare paradossale che la memoria storica costituita da documenti scritti e conservati per secoli negli archivi sia ora affidata alla scrittura immateriale e volatile della memoria elettronica. Eppure, proprio in questo campo, il computer si è rivelato una formidabile “macchina della memoria”: sia nella fase (ben nota agli archivisti) di riordino e inventariazione della documentazione, sia in quella (altrettanto importante) di ricerca e consultazione della documentazione da parte degli utilizzatori degli archivi.

In questa prospettiva, capace di coniugare il passato con il futuro armonizzando la necessaria conservazione del patrimonio archivistico con il suo più ampio recupero e valorizzazione, si colloca anche l’attività e l’impegno di questo assessorato alla cultura, che - proprio in questo prospettiva - vede una condizione fondamentale per garantire e sviluppare la conoscenza dell’identità storica, civile e culturale della Valtellina e della Valchiavenna.

 

 

 

 

Assessorato alla cultura

    della Provincia di Sondrio

 


Nota tecnica

Per quanto riguarda i criteri generali di inventariazione si è fatto riferimento alla metodologia già adottata nel corso del Progetto Archidata [i], opportunamente integrata e aggiornata con i criteri indicati nella Guida operativa per l’ordinamento e l’inventariazione degli archivi storici di enti locali, pubblicata dalla Regione Lombardia nel 1992 [ii].

Le informazioni raccolte nel corso degli interventi di riordino e inventariazione sono state registrate su computer e sono servite, dopo i necessari controlli formali e di contenuto, per la redazione e la stampa di ciascun inventario d’archivio.

 

Schede introduttive

Ad ogni archivio, inteso come la raccolta ordinata degli atti di un ente o soggetto (magistratura comunale, ente pubblico, famiglia o persona), è dedicata una breve scheda introduttiva che raccoglie gli elementi essenziali per la conoscenza dell’archivio.

Analogo schema è utilizzato per la descrizione delle diverse parti in cui l’archivio si articola (sezioni, parti, titoli, serie, sottoserie, categorie ecc.).

 

Titolo. Nel caso dell’archivio viene indicata la denominazione attuale. Per quanto riguarda le serie viene indicato -in lingua italiana e nella ortogrofia moderna- il titolo storicamente più ricorrente nella documentazione. Talvolta il titolo è tratto dalla legislazione antica dell’ente, da vecchi inventari, dai dorsi o dai piatti o dai fogli di guardia di registri e volumi. Nel caso di archivi già ordinati e inventariati e con titoli di serie ormai consolidati dalla tradizione, anche se non specificamente corretti, si è continuato a indicare questi titoli, dandone conto nelle note introduttive.

 

Estremi cronologici. Vengono indicati gli estremi cronologici della documentazione.

 

Notizie storiche. Vengono indicate le principali informazioni sul soggetto che ha prodotto le carte: l’origine dell’ente e la cronologia essenziale dei principali mutamenti politici e istituzionali che hanno influito sulla vita e l’attività dell’ente; le più importanti cariche istituzionali, le attribuzioni e l’organizzazione dell’ente, ecc.

Sintetiche notizie sono dedicate a: genesi, sviluppo, dispersioni, smembramenti, riordinamenti, redazioni di vecchi inventari, antiche o precedenti collocazioni. Quando necessario, di ogni serie o sottoserie vengono indicate in forma concisa ed essenziale le principali notizie storiche sulla magistratura, ufficio o funzione che l’ha prodotta, descrivendone le competenze, la composizione, le modalità di funzionamento, l’evoluzione, la natura diplomatica dei documenti più tipici e dando conto -ove possibile- dei criteri in cui il materiale è stato ordinato.

 

 

 

Schede unità

All’interno dell’inventario il materiale documentario è ordinato e descritto per unità archivistiche, ossia per singoli documenti o insiemi di documenti raggruppati secondo un nesso di collegamento organico.

Tutte le unità archivistiche sono controssaegnate da un numero progressivo continuo e ordinate cronologicamente.

In presenza di unità archivistiche particolarmente complesse e comunque ogniqualvolta ciò si sia rivelato utile per la migliore descrizione della documentazione, si è adottato il criterio di compilare delle schede sottounità per singoli documenti o insiemi di documenti.

 

 

 

 

Unità                       Titolo                      Data topica

                                                              

 

 

Data

Cronica

 

Contenuto

 

 

 

Definizione

 

18    "Instrumentum livelli".

        1608 aprile 9, Sondrio

        Gioppo de Jopo fu Gioppo di Castione, agente a nome suo e di Lorenzo de Jopo fu Giovanni nipote del fu Gioppo, concede in enfiteusi ed a livello perpetuo un terreno campivo in località "Boscatia" a Domenico del Primolo de Marzella fu Martino di Castione al fitto annuale di due "condia" e cinque "staia" di vino o mosto.

        Notaio di Sondrio Giovanni Giacomo Chiesa fu Giovanni Andrea di Sondrio.

           Atto singolo cart., mm 275x185, leg. orig. in cartoncino, cc. 4 num. rec.

Classificazione: 1.1

b. 1, fasc. 18

 

 

Segnatura

 

 

 

Numero unità. Identifica all’interno dell’inventario la scheda unità o sottounità.

 

Titolo. Si è segnalato tra virgolette il titolo originario dell’unità desunto dalle annotazioni solitamente poste sui piatti, sul dorso, sui fogli di guardia, sulle camicie o dall’intestazione che si trova all’inizio di volumi e registri. Qualora si siano riscontrati su una stessa unità più titoli originari e coevi, si è data la preferenza a quello più completo e rispondente al contenuto degli atti, dando conto tuttavia degli altri titoli in nota. In presenza del titolo originario e del titolo citato in un precedente inventario, si è preferito riportare il primo, segnalando di seguito a questo anche il titolo di inventario solo quando esso è più rispondente al contenuto del documento. Nel caso di lacune dovute a impossibilità di lettura e quando, in casi del tutto eccezionali, si è reso opportuno omettere per brevità alcune parole del titolo originario, le lacune e le omissioni sono state sempre indicate con tre puntini tra parentesi quadre.

In assenza di titolo originario, è stato attribuito all’unità un titolo moderno. Nel caso di atti singoli, in alternativa al titolo, si è indicata la natura giuridica dell’atto segnalata di norma nella lingua in cui è stato redatto il documento.

 

Data cronica/Estremi cronologici. Si indicano l’anno, il mese e il giorno dei documenti singoli sciolti o gli estremi cronologici delle unità complesse (registri, volumi, filze, fascicoli), con eventuali antecedenti o seguiti.

 

Data topica. Il luogo di redazione dei documenti viene indicato nella forma moderna e solo per gli atti singoli.

 

Contenuto. Viene riassunto in forma più o meno concisa il contenuto dell’unità. Nel caso di atti singoli, di norma si è preferito l’uso della forma diretta o narrativa. In tutti gli altri casi si è adottata invece la forma indiretta o impersonale. In coda al contenuto vengono indicati: il nome del notaio/cancelliere che ha redatto l’atto; il valore diplomatico; eventuali copie; eventuali rubriche o indici, inseriti nell’unità; se necessario, il contenuto e la natura degli allegati, antecedenti e seguiti.

 

Definizione. In questo paragrafo sono precisate le informazioni di natura “estrinseca” relative a ciascuna unità o sottounità archivistica. Vengono in particolare indicati i seguenti elementi: definizione archivistica (es. filza, busta, registro, fascicolo, atto singolo, ecc.), tipo di supporto (cartaceo, membranaceo, ecc.), tipo di legatura, formato, numerazione (specificando se è originaria, posteriore o recente, nonché eventuali lacune o presenza di carte bianche, ecc.).

 

Segnatura. Indica la collocazione dell’unità all’interno dell’archivio.

 

 

Bibliografia e strumenti di corredo

All’interno dell’inventario e nelle note al testo si è scelta una forma abbreviata di riferimento bibliografico e di indicazione degli strumenti di corredo, che consentisse di richiamare facilmente e in modo univoco le diverse fonti citate. Nel caso di opere bibliografiche si sono indicati: il cognome dell’autore o del curatore (in maiuscolo) e la prima parola del titolo; nel caso di strumenti di corredo si sono invece indicati: la città, la sigla dell’archivio, la denominazione generica di inventario e la data di pubblicazione (ad es. SONDRIO, AC, Inventario 1982). La scelta di questa forma abbreviata tiene conto necessariamente sia del carattere di collana della serie di inventari (che ha consigliato ad esempio di adottare un metodo di citazione omogeneo in tutti gli inventari, di modo che lo stesso testo sia citato sempre nella stessa forma, abbandonando ogni forma di abbreviazioni del tipo “cit.” o “op.cit”, di difficile utilizzo in un’opera di questo tipo) sia del fatto che tutte le informazioni costituenti i diversi inventari sono inserite in una banca dati consultabile non solo in modo sequenziale (pagina dopo pagina, o record dopo record) ma anche attraverso accessi diversi: ciò ha ulteriormente suggerito l’adozione di una forma di citazione relativamente autonoma (definibile in corso d’opera dai singoli redattori), perfettamente identificabile e più facilmente memorizzabile del sistema americano fondato sul metodo autore-data.

Naturalmente i singoli inventari sono corredati da un elenco delle opere bibliografiche e degli strumenti di corredo citati nel testo che consente di sciogliere in modo corretto le diverse abbreviazioni adottate nel testo e fornisce altresì una lista delle principali opere a stampa o fonti archivistiche da consultare per la migliore comprensione della documentazione esaminata nell’inventario.

 

 

 

 


 Tavola delle abbreviazioni

Ab. = abitante

orig. = originale

 

All. = allegato, -i

par. = paragrafo

 

Art. = articolo (di archivio)

p., pp. = pagina, -e

 

b., bb. = busta, -e

pc., pcc. = pacco, -i

 

c., cc. = carta, -e

perg., pergg. = pergamena, -e

 

Ca. = circa

prot., prott. = protocollo, -i

 

Cap., capp. = capitolo, -i

pseud. = pseudonimo

 

Cart. = cartaceo, -i

r. = recto (di carta)

 

Cart., cartt. = cartella, -e

reg., regg. = registro, -i

 

Cat. = categoria

rep., repp. = repertorio, -i

 

Cfr. = confronta

rist. = ristampa

 

Cit. = citato

rub., rubb. = ribrica, -e

 

Cl. = classe (di archivio)

s. = serie

 

Cod., codd. = codice, -i

s.d. = senza data

 

Col., coll. = colonna, -e

sec., secc. = secolo, -i

 

Doc., docc. = documento, -i

seg., segg. = seguente, -i

 

f., ff. = foglio, -i

sez. = sezione

 

fasc., fascc. = fascicolo, -i

sig. ad. = sigillo aderente

 

Fd. = fondo

sig. dep. = sigillo deperdito

 

fil., fill. = filza, -e

sig. imp. = sigillo impresso

 

ibid. = ibidem

sig. pend. = sigillo pendente

 

Id. = idem

s.l. = senza luogo

 

leg. = legatura

sts. = sottoserie

 

membr. = membranaceo

t., tt. = tomo, -i

 

mm. = millimetri

tit. = titolo (di archivio)

 

ms., mss. = manoscritto, -i

trad. = traduzione

 

n., nn. = numero, -i

v. = verso (di carta)

 

num. orig. = numerazione originaria

v. = vedi [negli indici]

 

num. post. = numerazione posteriore

v.a. = vedi anche

 

num. rec. = numerazione recente

vol., voll. = volume, -i

 

 

 

 

 

 



 

 

Il Progetto Archidata, finanziato dal Ministero per i Beni culturali ed ambientali in base all'art. 15 della legge

finanziaria del 1986, si è svolto nel 1987-90 in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per la Lombardia e la Regione Lombardia. Cfr. Progetto Archidata. Guida alla compilazione delle schede, Milano, 1990. Cfr. anche Progetto Archidata. Relazione finale, Milano, 1990 e Loris Rizzi, Il progetto Archidata: fonti per la storia delle comunità lombarde, in Il computer in archivio. Atti del semi­nario su «L’automazione degli archivi storici degli enti locali. San Miniato, 8-9 giugno 1989», Comune di San Miniato - Regione Toscana, 1990, p. 53-61.

Guida operativa per l'ordinamento e l'inventariazione degli archivi storici di enti locali, Ed. provvisoria, Regione Lombardia, Settore cultura e informazione, Servizio biblioteche e beni librari e documentari, Milano 1992, XVI, p. 124.

 

 

 

 

 

 

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