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COMUNE DI GORDONAProvincia di Sondrio |
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C.F.: 00115780140 Piazza
S.Martino n. 1 - 23020 Gordona (SO) Tel. 0343 42321 - U.T.
41773 - Fax. 43321 |
e-mail:
acgordona@provincia.so.it |
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Presentazione Archivio storico
1533-1897 |
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- Premessa - Nota tecnica Premessa
Il presente inventario
rappresenta un preciso adempimento di quanto indicato dalla legge 20 maggio
1991 n.158 e dal successivo Piano di ricostruzione e sviluppo della
Valtellina. Tale legge, infatti, per proseguire le attività di riordino e
informatizzazione degli archivi storici della Valtellina prevedeva il rinnovo
dei contratti di formazione e lavoro, stipulati nel 1987-89 nella provincia
di Sondrio nel quadro del Progetto Archidata di cui alla legge 41/1986. A tal fine è stato elaborato il Progetto archivi storici della provincia di Sondrio, che è stato
realizzato dal Consorzio Archidata con la preziosa collaborazione scientifica
della Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e dell’Ufficio per i beni
librari e documentali della Regione Lombardia. Tale progetto si è proposto in
particolare i seguenti obiettivi: 1. Il riordino e l’inventariazione di alcuni fondi e serie
documentarie di archivi storici di antico regime non ancora inventariati. 2. Il recupero delle schede cartacee prodotte dal precedente Progetto
Archidata e non ancora immesse in banca dati, previa revisione e verifica
delle informazioni in esse contenute; nonchè il recupero dei dati già
presenti negli inventari Archidata e il loro trasferimento nel nuovo formato
previsto dal software History - Sesamo. 3. Il riordino e l’inventariazione delle sezioni ottocentesche
d'archivio, privilegiando i fondi archivistici più significativi per
integrità e consistenza della documentazione o di cui è già stata
inventariata la sezione di antico regime. Nonchè il recupero degli inventari
già esistenti, purché ancora validi e previa verifica e integrazione delle
informazioni in essi contenute. 4. La produzione di un indice - dizionario delle istituzioni storiche
valtellinesi. 5. Il censimento sommario degli archivi delle parrocchie della provincia
di Sondrio, con l'indicazione, per ciascun archivio, del luogo e stato di
conservazione, della consistenza, ordinamento, estremi cronologici, strumenti
di corredo, principali serie documentarie. Nel raggiungimento di questi obiettivi, si è cercato
innanzitutto di privilegiare gli interventi in grado di portare a compimento
attività di inventariazione avviate ma non ancora concluse e inoltre di
recuperare inventari già esistenti, al fine anche di evitare - nel pieno
rispetto degli standard qualitativi e scientifici del progetto - ulteriori
interventi di smembramento o diverso accorpamento della documentazione. Le informazioni raccolte nel corso del progetto hanno
portato alla stampa di circa 8000 pagine di inventari d’archivio, oltre a
numerose schede di censimento degli archivi parrocchiali e altro materiale
storico bibliografico. Tutte queste informazioni sono ora disponibili anche
su supporto ottico (Cd Rom), consultabile sia come un vero e proprio archivio
elettronico sia come un grande documento “ipertestuale”, leggibile attraverso
le connessioni e i riferimenti incrociati esistenti o ricercabili nel testo. Da questo punto di vista
può sembrare paradossale che la memoria storica costituita da documenti
scritti e conservati per secoli negli archivi sia ora affidata alla scrittura
immateriale e volatile della memoria elettronica. Eppure, proprio in questo
campo, il computer si è rivelato una formidabile “macchina della memoria”:
sia nella fase (ben nota agli archivisti) di riordino e inventariazione della
documentazione, sia in quella (altrettanto importante) di ricerca e
consultazione della documentazione da parte degli utilizzatori degli archivi.
In questa prospettiva, capace di coniugare il passato con il futuro armonizzando la necessaria conservazione del patrimonio archivistico con il suo più ampio recupero e valorizzazione, si colloca anche l’attività e l’impegno di questo assessorato alla cultura, che - proprio in questo prospettiva - vede una condizione fondamentale per garantire e sviluppare la conoscenza dell’identità storica, civile e culturale della Valtellina e della Valchiavenna. |
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Assessorato
alla cultura della Provincia di Sondrio |
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Nota tecnica
Per
quanto riguarda i criteri generali di inventariazione si è fatto riferimento
alla metodologia già adottata nel corso del Progetto Archidata [i],
opportunamente integrata e aggiornata con i criteri indicati nella Guida operativa per l’ordinamento e
l’inventariazione degli archivi storici di enti locali, pubblicata dalla
Regione Lombardia nel 1992 [ii]. Le
informazioni raccolte nel corso degli interventi di riordino e
inventariazione sono state registrate su computer e sono servite, dopo i
necessari controlli formali e di contenuto, per la redazione e la stampa di
ciascun inventario d’archivio. Schede
introduttive Ad
ogni archivio, inteso come la raccolta ordinata degli atti di un ente o
soggetto (magistratura comunale, ente pubblico, famiglia o persona), è
dedicata una breve scheda introduttiva che raccoglie gli elementi essenziali
per la conoscenza dell’archivio. Analogo
schema è utilizzato per la descrizione delle diverse parti in cui l’archivio
si articola (sezioni, parti, titoli, serie, sottoserie, categorie ecc.). Titolo. Nel caso
dell’archivio viene indicata la denominazione attuale. Per quanto riguarda le
serie viene indicato -in lingua italiana e nella ortogrofia moderna- il
titolo storicamente più ricorrente nella documentazione. Talvolta il titolo è
tratto dalla legislazione antica dell’ente, da vecchi inventari, dai dorsi o
dai piatti o dai fogli di guardia di registri e volumi. Nel caso di archivi
già ordinati e inventariati e con titoli di serie ormai consolidati dalla
tradizione, anche se non specificamente corretti, si è continuato a indicare
questi titoli, dandone conto nelle note introduttive. Estremi cronologici.
Vengono indicati gli estremi cronologici della documentazione. Notizie storiche.
Vengono indicate le principali informazioni sul soggetto che ha prodotto le
carte: l’origine dell’ente e la cronologia essenziale dei principali
mutamenti politici e istituzionali che hanno influito sulla vita e l’attività
dell’ente; le più importanti cariche istituzionali, le attribuzioni e
l’organizzazione dell’ente, ecc. Sintetiche
notizie sono dedicate a: genesi, sviluppo, dispersioni, smembramenti,
riordinamenti, redazioni di vecchi inventari, antiche o precedenti
collocazioni. Quando necessario, di ogni serie o sottoserie vengono indicate
in forma concisa ed essenziale le principali notizie storiche sulla
magistratura, ufficio o funzione che l’ha prodotta, descrivendone le
competenze, la composizione, le modalità di funzionamento, l’evoluzione, la
natura diplomatica dei documenti più tipici e dando conto -ove possibile- dei
criteri in cui il materiale è stato ordinato. Schede unità All’interno
dell’inventario il materiale documentario è ordinato e descritto per unità archivistiche, ossia per singoli
documenti o insiemi di documenti raggruppati secondo un nesso di collegamento
organico. Tutte
le unità archivistiche sono controssaegnate da un numero progressivo continuo
e ordinate cronologicamente. In
presenza di unità archivistiche particolarmente complesse e comunque
ogniqualvolta ciò si sia rivelato utile per la migliore descrizione della
documentazione, si è adottato il criterio di compilare delle schede
sottounità per singoli documenti o insiemi di documenti.
Numero
unità. Identifica all’interno
dell’inventario la scheda unità o sottounità. Titolo. Si è
segnalato tra virgolette il titolo originario dell’unità desunto dalle
annotazioni solitamente poste sui piatti, sul dorso, sui fogli di guardia,
sulle camicie o dall’intestazione che si trova all’inizio di volumi e
registri. Qualora si siano riscontrati su una stessa unità più titoli
originari e coevi, si è data la preferenza a quello più completo e
rispondente al contenuto degli atti, dando conto tuttavia degli altri titoli
in nota. In presenza del titolo originario e del titolo citato in un
precedente inventario, si è preferito riportare il primo, segnalando di
seguito a questo anche il titolo di inventario solo quando esso è più
rispondente al contenuto del documento. Nel caso di lacune dovute a
impossibilità di lettura e quando, in casi del tutto eccezionali, si è reso
opportuno omettere per brevità alcune parole del titolo originario, le lacune
e le omissioni sono state sempre indicate con tre puntini tra parentesi
quadre. In
assenza di titolo originario, è stato attribuito all’unità un titolo moderno.
Nel caso di atti singoli, in alternativa al titolo, si è indicata la natura
giuridica dell’atto segnalata di norma nella lingua in cui è stato redatto il
documento. Data cronica/Estremi cronologici. Si indicano l’anno, il mese e il giorno dei documenti
singoli sciolti o gli estremi cronologici delle unità complesse (registri,
volumi, filze, fascicoli), con eventuali antecedenti o seguiti. Data topica. Il
luogo di redazione dei documenti viene indicato nella forma moderna e solo
per gli atti singoli. Contenuto. Viene
riassunto in forma più o meno concisa il contenuto dell’unità. Nel caso di
atti singoli, di norma si è preferito l’uso della forma diretta o narrativa.
In tutti gli altri casi si è adottata invece la forma indiretta o
impersonale. In coda al contenuto vengono indicati: il nome del
notaio/cancelliere che ha redatto l’atto; il valore diplomatico; eventuali
copie; eventuali rubriche o indici, inseriti nell’unità; se necessario, il
contenuto e la natura degli allegati, antecedenti e seguiti. Definizione. In
questo paragrafo sono precisate le informazioni di natura “estrinseca”
relative a ciascuna unità o sottounità archivistica. Vengono in particolare
indicati i seguenti elementi: definizione archivistica (es. filza, busta,
registro, fascicolo, atto singolo, ecc.), tipo di supporto (cartaceo,
membranaceo, ecc.), tipo di legatura, formato, numerazione (specificando se è
originaria, posteriore o recente, nonché eventuali lacune o presenza di carte
bianche, ecc.). Segnatura. Indica
la collocazione dell’unità all’interno dell’archivio. Bibliografia e strumenti di corredo All’interno
dell’inventario e nelle note al testo si è scelta una forma abbreviata di
riferimento bibliografico e di indicazione degli strumenti di corredo, che
consentisse di richiamare facilmente e in modo univoco le diverse fonti
citate. Nel caso di opere bibliografiche si sono indicati: il cognome
dell’autore o del curatore (in maiuscolo) e la prima parola del titolo; nel
caso di strumenti di corredo si sono invece indicati: la città, la sigla
dell’archivio, la denominazione generica di inventario e la data di
pubblicazione (ad es. SONDRIO, AC, Inventario 1982). La scelta di questa
forma abbreviata tiene conto necessariamente sia del carattere di collana
della serie di inventari (che ha consigliato ad esempio di adottare un metodo
di citazione omogeneo in tutti gli inventari, di modo che lo stesso testo sia
citato sempre nella stessa forma, abbandonando ogni forma di abbreviazioni
del tipo “cit.” o “op.cit”, di difficile utilizzo in un’opera di questo tipo)
sia del fatto che tutte le informazioni costituenti i diversi inventari sono
inserite in una banca dati consultabile non solo in modo sequenziale (pagina
dopo pagina, o record dopo record) ma anche attraverso accessi diversi: ciò
ha ulteriormente suggerito l’adozione di una forma di citazione relativamente
autonoma (definibile in corso d’opera dai singoli redattori), perfettamente
identificabile e più facilmente memorizzabile del sistema americano fondato
sul metodo autore-data. Naturalmente
i singoli inventari sono corredati da un elenco delle opere bibliografiche e
degli strumenti di corredo citati nel testo che consente di sciogliere in
modo corretto le diverse abbreviazioni adottate nel testo e fornisce altresì
una lista delle principali opere a stampa o fonti archivistiche da consultare
per la migliore comprensione della documentazione esaminata nell’inventario. |
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Ab. = abitante |
orig. = originale |
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All. = allegato, -i |
par. = paragrafo |
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Art. = articolo (di archivio) |
p., pp. = pagina, -e |
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b., bb. = busta, -e |
pc., pcc. = pacco, -i |
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c., cc. = carta, -e |
perg., pergg. = pergamena, -e |
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Ca. = circa |
prot., prott. = protocollo, -i |
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Cap., capp. = capitolo, -i |
pseud. = pseudonimo |
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Cart. = cartaceo, -i |
r. = recto (di carta) |
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Cart., cartt. = cartella, -e |
reg., regg. = registro, -i |
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Cat. = categoria |
rep., repp. = repertorio, -i |
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Cfr. = confronta |
rist. = ristampa |
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Cit. = citato |
rub., rubb. = ribrica, -e |
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Cl. = classe (di archivio) |
s. = serie |
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Cod., codd. = codice, -i |
s.d. = senza data |
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Col., coll. = colonna, -e |
sec., secc. = secolo, -i |
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Doc., docc. = documento, -i |
seg., segg. = seguente, -i |
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f., ff. = foglio, -i |
sez. = sezione |
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fasc., fascc. = fascicolo, -i |
sig. ad. = sigillo aderente |
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Fd. = fondo |
sig. dep. = sigillo deperdito |
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fil., fill. = filza, -e |
sig. imp. = sigillo impresso |
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ibid. = ibidem |
sig. pend. = sigillo pendente |
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Id. = idem |
s.l. = senza luogo |
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leg. = legatura |
sts. = sottoserie |
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membr. = membranaceo |
t., tt. = tomo, -i |
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mm. = millimetri |
tit. = titolo (di archivio) |
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ms., mss. = manoscritto, -i |
trad. = traduzione |
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n., nn. = numero, -i |
v. = verso (di carta) |
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num. orig. = numerazione originaria |
v. = vedi [negli indici] |
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num. post. = numerazione posteriore |
v.a. = vedi anche |
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num. rec. = numerazione recente |
vol., voll. = volume, -i |
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Il Progetto Archidata, finanziato dal Ministero per i Beni culturali ed ambientali in base all'art. 15 della legge finanziaria del 1986, si è svolto nel 1987-90 in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per la Lombardia e la Regione Lombardia. Cfr. Progetto Archidata. Guida alla compilazione delle schede, Milano, 1990. Cfr. anche Progetto Archidata. Relazione finale, Milano, 1990 e Loris Rizzi, Il progetto Archidata: fonti per la storia delle comunità lombarde, in Il computer in archivio. Atti del seminario su «L’automazione degli archivi storici degli enti locali. San Miniato, 8-9 giugno 1989», Comune di San Miniato - Regione Toscana, 1990, p. 53-61. Guida operativa per l'ordinamento e l'inventariazione degli archivi storici di enti locali, Ed. provvisoria, Regione Lombardia, Settore cultura e informazione, Servizio biblioteche e beni librari e documentari, Milano 1992, XVI, p. 124. |