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COMUNE DI
GORDONA
Provincia di
Sondrio
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C.F. 00115780140 Piazza S. Martino, 1 -
23020 Gordona (SO) Tel.
0343 42321 - U.T. 41773 -
Fax. 43321 |
e-mail: acgordona@provincia.so.it |
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Archivio storico
1533-1897
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Inventario d’archivio
Inventariazione a cura di
Giordano Sterlocchi su schedatura effettuata nel corso del Progetto
Archidata, 1986 - 1990, per la parte antica, e con integrazione e revisione
dell’esistente “Inventario dell’archivio comunale di Gordona, sezione antica,
anni 1565-1897”, datt., a cura di Giovanni De Agostini, 1959, per la parte
ottocentesca. Progetto archivi storici della provincia di Sondrio Comitato scientifico: Andreina Bazzi (Soprintendenza Archivistica per la Lombardia), Roberto Grassi (Regione Lombardia), Marina Maxenti (Provincia di Sondrio), Loris Rizzi (Consorzio Archidata). Coordinamento: Domenico
Quartieri
© Consorzio Archidata,
Milano 1996 NOTE: · Tutto il “Progetto archivi storici della provincia di Sondrio” è disponibile su CD ed è consultabile anche presso la biblioteca comunale. ·
Appena disponibile sarà inserita anche
la parte riguardante il periodo dal 1898 al 1949. Sommario COMUNE DI GORDONA 1 Provincia di
Sondrio Archivio storico Inventario d’archivio Coordinamento: Domenico
Quartieri Archivio storico del
comune di Gordona Sezione antica Statuti, grida, ordini Stabilimenti
consolari Maneggi
consolari Estimi e taglie Beni
comunali, dazi e contabilità Cause
e liti, arbitrati Chiesa
di S. Martino e "scole" Sezione ottocentesca Carteggio Amministrazione Opere
pie, beneficienza Polizia
urbana e rurale Sanità
ed igiene, polizia mortuaria Finanze Governo Grazia,
giustizia e culto Leva
e truppe Istruzione
pubblica Lavori
pubblici, poste e telegrafi, edilizia Agricoltura,
industria e commercio Stato
civile, anagrafe, statistica e censimento Esteri
e passaporti Oggetti
diversi Sicurezza
pubblica Registri Registri
delle deliberazioni consigliari Conti
consuntivi Registri
anagrafici Registri
degli atti di nascita Registri
degli atti di morte Registri
degli atti di matrimonio Registri
degli atti di cittadinanza Indici
decennali Registri
di popolazione |
Archivio storico del comune di
Gordona
1533-1897 Il comune di Gordona Nominata la prima volta in documento della fine del XII secolo(1), già comune nel 1335(2), Gordona lega le sue vicende storiche a quelle del contado di Chiavenna attraverso gli istituti del tempo, entrando quindi a far parte nel periodo grigione (1512-1797) della giurisdizione politico-giudiziaria di Chiavenna, costituita dal borgo e sue vicinanze e dai cinque "comuni esteriori" di Prata, Mese, Gordona, Samolaco e Novate, e vede regolata la sua organizzazione tanto dagli statuti civili e criminali di Chiavenna quanto dagli "ordini e capitoli economici" della comunità che ne tracciano nel tempo l'aspetto economico ed amministrativo. In base a tali norme statutarie ed alle regole della consuetudine, la comunità di Gordona risulta essere governata da un "consiglio ordinario", spesso affiancato dal "consiglio di giunta", e dal "consiglio generale" per quanto concerne la sua autonoma espressione di vita comunale, cui si aggiungono per gli interessi comuni della giurisdizione o del contado i "consigli di giurisdizione civile e criminale", formati dai consoli di Chiavenna e comuni esteriori il primo, con l'aggiunta del ministrale di Val San Giacomo il secondo, ed il "consiglio di contado", costituito dai consoli dell'intero contado. La comunità di Gordona era suddivisa in quattro squadre, ciascuna composta da due quartieri: la prima squadra con i quartieri di Coloredo e Monti di Menarola, la seconda con i quartieri di Cimavilla e Gasparoni, la terza con i quartieri di Ponte e Pendoglia, la quarta con i quartieri di Piazzoli e Scogli. Nel 1755, il quartiere di Monti di Menarola si stacca dal restante della comunità, costituendo comune autonomo; l'anno successivo, i quartieri di Piazzoli e Scogli si unificano nell'unico quartiere chiamato "della Chiesa" o "di Fondo". Dal 1976, pertanto, le quattro squadre originarie di Gordona risultano essere costituite dai sei quartieri citati. Questa articolazione della comunità in squadre e quartieri non esprime una semplice suddivisione geografica, ma risponde ad una precisa peculiarità del comune di Gordona, dove i singoli quartieri corrispondono ad altrettante piccole comunità, ciascuna con il proprio consigliere, i propri sindicati, il proprio estimo. Ogni deliberazione dei consigli ordinario e generale della comunità di Gordona è sempre demandata infatti alla convocazione ed alla determinazione dei consigli di quartiere. Il consiglio ordinario era formato da otto consiglieri, poi ridotti a sei, ciascuno eletto in rappresentanza del rispettivo quartiere, ed era presieduto dal console. Ogni quartiere provvedeva ad eleggere ulteriormente un proprio rappresentante che veniva a formare il consiglio di giunta, che affiancava il consiglio ordinario ogni qualvolta si rendesse necessario discutere argomenti di particolare rilevanza per la comunità. La carica di console spettava a turno ad una delle quattro squadre della comunità. Il primo giorno di ogni anno, infatti, il console ed il consiglio uscente convocavano il popolo di Gordona dopo la messa festiva dinanzi alla chiesa di S. Martino e provvedevano alla determinazione, per estrazione, della squadra tenuta alla carica di console. Venivano posti in un cappello quattro biglietti, di cui tre bianchi ed uno segnato con la lettera "C", ed ogni estrazione, eseguita da un ragazzo, veniva abbinata ad una squadra: il nuovo console sarebbe appartenuto alla squadra abbinata al biglietto con la suddetta lettera, e la squadra prescelta risultava esclusa per quell'anno dalla votazione. I consiglieri delle tre squadre rimanenti, con l'assistenza dei consiglieri di giunta, radunavano tutti gli uomini dei rispettivi quartieri e ne raccoglievano i voti ("le voci"), espressi a maggioranza. L'esito della votazione veniva comunicato a viva voce al console prescelto "sulla porta maggiore della chiesa di S. Martino". Il console neo eletto impegnava quindi ogni quartiere per la elezione entro la domenica successiva dei propri consiglieri e consiglieri di giunta. A seguito della separazione del quartiere di Menarola del 1755, oltre a dotarsi di nuovi "ordini e capitoli economici" e di un nuovo estimo, la comunità di Gordona elabora un nuovo regolamento per l'elezione di console e consiglieri, non più demandata alle squadre, bensì ai singoli quartieri del comune, "balotati" di volta in volta in modo da alternare ciclicamente l'appartenenza del console ad ognuno dei sei quartieri della comunità, con esclusione progressiva dei quartieri già prescelti per tale carica. Il console convocava e presiedeva i consigli, riscuoteva ed amministrava le entrate, delle quali rendeva pubblicamente conto, rappresentava il comune nei consigli di giurisdizione e di contado, e durava in carica un anno. Nella sua prima seduta, il consiglio ordinario provvedeva alla elezione degli "officiali di chiesa, luoghi pii e di comunità", i primi dei quali dovevano essere eletti con l'intervento e l'approvazione del curato. Gli "officiali di comunità" erano scelti tra le persone ritenute più adatte a ricoprire tale carica e risultavano essere: quattro, cinque o sei "stimatori", di cui uno eletto come "regolatore dell'estimo" per la formazione e l'aggiornamento degli estimi e per la valutazione dei beni ai fini della rendita o per attribuirne nuovo valore; due "provisionari del pane"(3), con il compito di sorvegliare in particolare peso e qualità del pane e di provvedere alla ricognizione e tassazione dei prezzi di tutti i generi commestibili vendibili al minuto; due "deputati sopra le strade e Cauzza"(4) per la visita, il controllo e la manutenzione dei sentieri e delle strade pubbliche; due "deputati sopra le voghe", responsabili del controllo del trasporto del legname; tre "deputati sopra gli aquadotti" per il controllo, la manutenzione, la pulitura degli acquedotti e delle molinanche della comunità; ed infine i "campari", uno per quartiere, spesso definiti "campari sopra le bestie, bressoni, salescie e lumaghe", preposti alla sorveglianza dei danni provocati dal bestiame e dagli scavatoi di "lumaghe e bressoni" ed alla conseguente condanna dei trasgressori. Il console, i consiglieri e gli officiali di comunità eletti "davano giuramento" all'inizio di ogni anno dinanzi al commissario di Chiavenna. Il consiglio generale "del popolo et uomini di Gordona" era formato dagli uomini capi famiglia del comune, convocati dal console nella piazza dinanzi alla chiesa di S. Martino, per discutere ed approvare le questioni fondamentali della vita di comunità: l'elezione del console e dei consiglieri, l'incanto del dazio del pane, l'affitto dei beni comunali, la lettura degli "ordini" e dei "capitoli economici", la resa dei conti consolari. La validità dell'assemblea era condizionata dalla presenza dei due terzi dei capifamiglia. Il libero ordinamento del comune di Gordona così articolato e regolato dalla consuetudine, dagli statuti di Chiavenna e dai propri ordini comunali doveva integrarsi tanto con la organizzazione politico-amministrativa del contado di Chiavenna nella autonoma espressione delle proprie funzioni quanto con la superiore autorità del governo grigione nel contado stesso. Nel primo caso, la comunità si vedeva rappresentata dal voto del proprio console nel consiglio della giurisdizione di Chiavenna, di cui Gordona era comune esteriore, così come nel consiglio generale di contado, formato appunto dalla giurisdizione di Chiavenna con i comuni esteriori, dalla giurisdizione di Piuro con Villa e dalla Val San Giacomo, ciascuna con una propria autonomia e con propri statuti, ma accomunate dalle convocazioni del console del borgo per le questioni di generale interesse della giurisdizione e del contado. Per il secondo caso, si rimanda alle notizie storico-giuridiche esposte nell'inventario del comune di Chiavenna in merito al governo grigione nel contado di Chiavenna, sottolineando tuttavia le osservazioni illustranti le funzioni eminentemente di controllo e di amministrazione della giustizia di tale governo, non sovrapposto alla libera organizzazione democratica del contado e delle sue comunità(5). L'archivio del comune di Gordona Ricorrenti sono le notizie riguardanti l'archivio comunale nella documentazione di antico regime del comune di Gordona. Da essa si desume la conservazione delle scritture nel "cassone" della comunità, di cui il console teneva la chiave, depositato presso la "casa del comune" di cui si ha notizia a partire dal 1602 e che viene ad identificarsi dai primi anni del 1700 come "casa della comunità di Gordona" o "casa Tadea", in quanto già abitazione del prevosto Thadey, situata nel quartiere di Scogli presso il cimitero dei defunti, e dimora di abitazione del parroco. Nel 1755 il comune di Gordona provvede alla costruzione in detta casa della "saletta della comunità", vi trasferisce il cassone delle scritture e predispone una "cassa sia bancha" per archivio degli inventari dei minori. Nel 1767 viene "fatto l'archivio novo" nella sala della comunità "con farli dentro li suoi cassetti e scegliere le scritture per metterle separatamente per maggior regola e per ritrovare più facile ogni scrittura". Qualche anno prima, nel 1763, il consiglio ordinario aveva introdotto la regola di nominare ogni anno un deputato per tenere una delle chiavi dell'archivio "per levare in avvenire ogni sospetto per scritture". Dal 1767, in ogni caso, oltre alla nomina annuale del deputato per "tenere la solita chiave dell'archivio", si continua ad autorizzare la consultazione degli atti nella sala del consiglio a condizione che ciò avvenga "senza portar via i documenti". L'esigenza di un ordinamento delle scritture per la loro consultazione provoca già nel 1780 la richiesta "di separazione delle carte" e quindi nel 1787 la deputazione da parte del consiglio ordinario dei tre sacerdoti di Gordona (arciprete, prevosto e canonico) "stati eletti per separare li scritti di tale archivio" per la "scernita" delle scritture "per buona regola, stante che sia già da due o tre volte stato dalla pluralità di questa intiera comunità di Gordona di fare tale scernita", con la condizione tuttavia che tali deputati non abbiano mai a trovarsi "da soli" in archivio, ma almeno due ogni volta. Il maneggio consolare dell'anno 1792 annota una spesa "per un libro per fare la nova regola col alfabeto per le scriture della comunità" così come "per cordeta per ligare li mazzi delle scriture che ora si fa la sernita". Di tale ordinamento non si hanno inventari scritti e risulta oltremodo difficile determinare quanto la "scernita" e la "nova regola" di cui sopra si parla siano state rispettate negli ordinamenti ottocenteschi. Nel 1859, infatti, la documentazione comunale risulta classificata in 19 "titoli" o "articoli" in un "inventario degli atti, registri, titoli e carte depositate nell'archivio del comune di Gordona" e tali titoli diventano 29 in un successivo inventario del 1867. Si deve attendere il 1959 per avere uno specifico riordino dell'archivio comunale, a seguito di ispezione della Soprintendenza archivistica per la Lombardia del 1957, che aveva rilevato la raccolta nella soffitta dell'edificio di una "informe quantità di carta scritta". Conseguenza di tale sopralluogo, l'inventariazione degli atti comunali eseguita nel 1959 da Giovanni De Agostini, impiegato comunale di Gordona, secondo il criterio delle 15 categorie, in duplice sezione anni 1565-1897 ed anni 1898-1949, con progressione cronologica all'interno delle singole categorie. Tale classificazione per materie, oltre a disperdere la stessa collocazione materiale delle diverse scritture, non ha recepito in inventario la documentazione segnalata nella soffitta dell'edificio ed ha reso oltremodo difficoltosa la ricostruzione dell'architettura originaria dell'archivio, a causa delle scelte soggettive di definizione degli atti in successione cronologica e del conseguente smembramento delle pratiche originarie. Nel corso del "Progetto Archidata" si è provveduto a riordinare i documenti anteriori al 1797 in sette serie, rispettose nella denominazione e nella composizione della possibile collocazione originaria degli atti e del loro intimo collegamento con l'articolarsi istituzionale, amministrativo e finanziario dell'ente produttore, attraverso l'analisi delle singole unità, l'omogeneità della loro natura e definizione, l'attenta considerazione della loro segnatura. All'interno delle singole serie, quando necessario, sono state motivati i criteri metodologici di volta in volta seguiti nella inventariazione degli atti. Trattandosi di serie chiuse, il riordino si è concretizzato estraendo dall'inventario compilato nell'anno 1959 gli atti anteriori al 1797 ed inserendoli nelle serie originarie, utilizzando i documenti di antico regime già classificati nel precedente inventario ed inventariando la mole cospicua di atti depositati in diversi contenitori in una soffitta dell'edificio comunale, rinvenuti durante un recente ordinamento dell'archivio dell'anno 1983, in occasione del trasferimento in sede provvisoria dell'archivio stesso per la ristrutturazione dell'edificio comunale. |